Brescia (BS)

Conclusi a Brescia i lavori in piazza San Domenico

La spesa ammonta a circa 17mila euro; rinforzate sedute e pavimentazione, in arrivo due contenitori verdi e una targa.

A Brescia si sono conclusi gli interventi di riqualificazione di piazza San Domenico, nell’area compresa tra via Luigi Einaudi e via Moretto. L’operazione, dal valore complessivo di circa 17mila euro, ha interessato la pavimentazione in legno e le sedute dello spazio pubblico.

Le attività hanno richiesto più tempo del previsto dopo la rimozione del materiale organico accumulatosi nel corso degli anni. Sotto i depositi è emersa la necessità di sostituire e integrare alcune doghe lignee ammalorate, sia nella pavimentazione sia negli elementi destinati alla seduta.

Il recupero delle strutture in legno

Per il ripristino delle sedute, le singole doghe sono state rimosse e lavorate in laboratorio, dove sono state levigate prima di essere ricollocate nella sequenza originaria. Il rinforzo è stato realizzato attraverso l’inserimento di fasce trasversali in acciaio corten. Al termine, il legno è stato trattato con più mani di impregnante color noce scuro, così da rendere più uniforme la superficie e attenuare le macchie provocate dai depositi organici e dall’acqua fuoriuscita dalle fioriere.

L’intervento sarà completato con il posizionamento di due nuove fioriere in materiale riciclato, nelle quali saranno messi a dimora aceri o oleandri. È inoltre prevista l’installazione di una targa sulla superficie inclinata che fa da schermatura al parcheggio. Il pannello illustrerà la storia del luogo e sarà accompagnato da una fotografia della piazza prima della demolizione della chiesa e del convento dei frati domenicani.

La memoria della chiesa e del convento

Il testo della targa ricorda che nell’area sorgevano la chiesa e il convento dei domenicani, edificati tra il 1235 e il 1255. La chiesa venne ricostruita a partire dal 1609 su progetto di Pietro Maria Bagnadore, con decorazioni di Tommaso Sandrini e dei fratelli Della Rovere, conosciuti come Fiammenghini. Il complesso custodiva opere di artisti come il Romanino, il Cossali e il Lucchese, oltre alla cappella del Rosario, progettata da Giulio Todeschino.

La soppressione napoleonica di numerosi conventi, dal 1797, avviò il declino della struttura e la dispersione del patrimonio artistico. Nel 1843, grazie al lascito del banchiere Bernardo Bellotti, l’ex convento fu ristrutturato per ospitare l’Hospitale Magnum, poi Ospedale Maggiore, rimasto in questa sede fino al trasferimento nel nuovo Ospedale Civile di Mompiano nel 1953.

Tra il 1879 e il 1883 la chiesa fu demolita, nonostante l’opposizione manifestata in Consiglio comunale da Giuseppe Zanardelli. L’altare del Rosario venne venduto a Londra e rimontato nella Lady Chapel del Brompton Oratory. Negli anni Sessanta del Novecento anche gli edifici superstiti furono abbattuti per lasciare spazio a nuove strutture residenziali e commerciali. Dei complessi originari restano oggi due chiostri inglobati nelle costruzioni moderne.

La targa ricorderà anche alcune figure legate alla storia del convento, tra cui i futuri papi domenicani Nicolò Bocassino, poi Benedetto XI, e Vincenzo Maria Orsini, divenuto Benedetto XIII. Tra gli altri nomi citati figurano il predicatore Savonarola, che nel 1489 commentò l’Apocalisse nel chiostro, e Carlo Maria Ferrari, vescovo di Brescia dal 1834 al 1846.