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Ex Ilva, corteo a Genova: traffico in tilt e allarme per lo stop

Sindacati e amministratori chiedono materie prime per tenere attive le linee di Cornigliano

Centinaia di lavoratori dell’ex Ilva, circa 500 secondo una prima stima, hanno partecipato a Genova a una manifestazione contro l’annunciata fermata degli impianti siderurgici. Il corteo, partito dallo stabilimento di Cornigliano, ha raggiunto il centro cittadino accompagnato dai mezzi pesanti utilizzati nell’area industriale, provocando chiusure, code e rallentamenti anche all’uscita autostradale di Genova Ovest.

La mobilitazione si è svolta lunedì 12 ottobre 2026, dopo un’assemblea convocata in seguito alla decisione dei commissari di fermare gli impianti. I manifestanti chiedono garanzie sulla prosecuzione dell’attività produttiva e intendono scongiurare lo stop dello stabilimento genovese, dove lavorano poco più di mille persone.

Il percorso e i disagi alla viabilità

Il corteo è partito dalle portinerie dell’acciaieria, aperto da uno striscione rosso e da alcuni mezzi dello stabilimento, tra cui il porta-coils con il rostro, già diventato un simbolo delle proteste dei lavoratori di Acciaierie d’Italia. Dopo aver attraversato Cornigliano, piazza Savio e Sampierdarena, la manifestazione ha percorso il ponte di Cornigliano, via Degola, piazza Montano, via Cantore, via Milano e via Buozzi.

Il percorso è proseguito verso la zona della Nunziata e largo Zecca, con destinazione la Prefettura di Genova, in largo Eros Lanfranco. Le modifiche alla circolazione hanno interessato il nodo di Genova Ovest, con code all’uscita del casello e la chiusura temporanea della rampa per la Sopraelevata. Rallentamenti sono stati segnalati anche in via di Francia, sul lungomare Canepa, a piazza Caricamento, in corso Aurelio Saffi, via Gramsci e allo sbocco di Ponente della Sopraelevata Aldo Moro. Durante gli ultimi aggiornamenti, i manifestanti stavano attraversando la galleria Garibaldi, tra piazza della Nunziata e largo Zecca.

Istituzioni e lavoratori chiedono continuità

Alla protesta hanno partecipato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis, il vicesindaco Alessandro Terrile e i parlamentari Pastorino e Furlan. Al corteo si sono uniti anche alcuni lavoratori Ericsson, dopo la procedura di licenziamento collettivo per 130 dipendenti poi ritirata, e un gruppo di studenti del liceo Gobetti di Sampierdarena.

Bucci ha ribadito la contrarietà alla chiusura dello stabilimento e ha indicato nell’acquisto di coils da fornitori italiani o esteri una possibile soluzione per garantire la produzione. La proposta riguarda anche gli impianti di Novi e Racconigi. Salis ha chiesto al Governo un piano per assicurare la disponibilità dei semilavorati, ricordando di avere inviato una lettera al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia. La sindaca ha inoltre sollecitato un incontro urgente e un tavolo permanente tra istituzioni e azienda.

I sindacati contestano l’ipotesi di una fermata generalizzata degli stabilimenti e chiedono lavoro, non il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per la Fiom Cgil, gli impianti genovesi potrebbero continuare a operare a pieno regime se adeguatamente riforniti. Anche Cgil e Cisl Liguria hanno chiesto il ritiro delle comunicazioni relative alla chiusura e la definizione di un piano industriale per Cornigliano.

La crisi nasce dal collegamento produttivo con lo stabilimento di Taranto, dal quale arriva il materiale lavorato necessario alle linee genovesi. La sospensione delle attività nell’impianto pugliese è prevista almeno fino al 20 ottobre, in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione sui ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia. Cornigliano lavora attualmente a circa un terzo della capacità, producendo circa 150mila tonnellate di zincato e altre 150mila tonnellate di latta. Le rappresentanze sindacali propongono di acquistare coils a caldo sul mercato, ma ribadiscono la contrarietà alla separazione degli stabilimenti del Nord da quello pugliese.