Genova (GE)

Ex Ilva, operai accampati davanti alla Prefettura di Genova

La protesta nasce dal rischio di fermata del sito ligure e dalla richiesta di continuità produttiva

Sale la tensione a Genova durante lo sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva. Dopo essere partiti dallo stabilimento siderurgico di Cornigliano e aver attraversato la città, centinaia di operai hanno raggiunto piazza Corvetto, dove hanno trovato l’accesso alla Prefettura, in largo Eros Lanfranco, bloccato dalle camionette della polizia.

Di fronte allo schieramento delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno deciso di fermarsi nella piazza e di organizzare un presidio. Sono state sistemate sedie, tavolini e alcune tende. La scelta è arrivata dopo il corteo partito dai cancelli dell’impianto genovese, in un clima di crescente tensione legato alla prospettiva di un’interruzione delle attività produttive.

Il corteo da Cornigliano al centro

La manifestazione ha attraversato Sampierdarena e ha poi proseguito verso il centro cittadino, accompagnata anche dai grandi mezzi utilizzati nello stabilimento. Il percorso ha interessato via Buozzi, la zona di via Gramsci, piazza della Nunziata e largo Zecca, con il passaggio nella galleria Garibaldi fino all’arrivo in piazza Corvetto.

Durante il tragitto sono state chiuse diverse strade limitrofe, con ripercussioni sulla circolazione in piazza Caricamento, corso Aurelio Saffi, via Gramsci e allo sbocco di Ponente della Sopraelevata Aldo Moro. In piazza Portello, sotto salita delle Battistine, i lavoratori hanno ricevuto anche la solidarietà di alcuni studenti del liceo artistico Paul Klee. Alla protesta si erano già uniti lavoratori Ericsson e studenti del liceo Gobetti di Sampierdarena.

La vertenza sulla continuità produttiva

La mobilitazione è stata avviata dopo la decisione dei commissari di Acciaierie d’Italia di fermare gli impianti. I lavoratori chiedono garanzie sulla continuità delle attività e sulla salvaguardia dell’occupazione nello stabilimento di Cornigliano, dove lavorano poco più di mille persone.

Il sito genovese dipende dalle forniture di materiale provenienti da Taranto, interessata dalla sospensione delle attività almeno fino al 20 ottobre, data indicata per la pronuncia della Corte di Cassazione sui ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia. Secondo i dati riportati nella vertenza, l’impianto ligure opera attualmente a circa un terzo della propria capacità produttiva.

Sindacati e rappresentanze dei lavoratori chiedono di acquistare coils a caldo sul mercato, così da continuare ad alimentare gli impianti genovesi ed evitare il fermo produttivo. Alla manifestazione hanno partecipato anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis, che hanno sollecitato soluzioni per garantire le forniture di materia prima e impedire la fermata della fabbrica.