Progetto Famiglia di Imperia interviene sulla decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di ritirare l’Italia da ENOC, la Rete europea dei garanti per l’infanzia. L’uscita, annunciata l’8 ottobre 2026, è stata motivata dalla mancata pubblicazione di un’opinione dissenziente della garante Marina Terragni in calce a un documento dedicato ai diritti dei bambini e degli adolescenti LGBTQIA+.
Il richiamo al confronto
L’associazione imperiese, attiva da trent’anni nell’accoglienza e nell’affido familiare, esprime preoccupazione per la scelta e ritiene che le divergenze sulle regole interne dell’organismo europeo debbano essere affrontate attraverso il dialogo. Secondo Progetto Famiglia, eventuali criticità avrebbero potuto essere sottoposte a una richiesta di revisione delle norme, senza interrompere la cooperazione internazionale.
Nel suo intervento, il sodalizio richiama il principio secondo cui la protezione dei minori deve essere universale e non selettiva. La tutela, sostiene l’associazione, dovrebbe superare le contrapposizioni ideologiche e culturali degli adulti per mantenere al centro il superiore interesse del minore, richiamato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’appello all’istituzione di garanzia
Progetto Famiglia chiede che l’istituzione incaricata della garanzia dei diritti rappresenti e protegga tutti i bambini e gli adolescenti, senza distinzioni. Nel documento viene inoltre sottolineata l’importanza di assicurare ascolto e partecipazione attiva alle giovani generazioni, affinché ogni minore possa sentirsi riconosciuto e tutelato.
Per queste ragioni, l’associazione sollecita una revisione della decisione di uscire da ENOC. L’appello comprende anche la richiesta di rafforzare l’indipendenza e la trasparenza dei processi decisionali, con l’obiettivo dichiarato di evitare che le scelte istituzionali producano esclusioni o differenze nella protezione dei minori.