Verbania (VB)

A Verbania mobilitazione per la Palestina in piazza San Vittore

Banchetto, interventi liberi e azioni simboliche nel tardo pomeriggio con richieste rivolte all’esecutivo.

Il Presidio permanente per la Palestina di Verbania ha partecipato alla Giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina del 10 ottobre, promossa a livello internazionale e rilanciata in Italia dalla rete Palestina Anima Mundi. L’iniziativa ha coinvolto numerose città italiane e, nel Verbano-Cusio-Ossola, ha riunito associazioni e realtà del territorio.

Il presidio si è svolto nel tardo pomeriggio in piazza San Vittore, a Verbania. Il programma prevedeva un banchetto informativo, un flash mob e un microfono aperto, attraverso il quale i cittadini hanno potuto esprimere liberamente le proprie posizioni sulla situazione in Medio Oriente e sulle scelte della politica italiana ed europea.

Le richieste del presidio

Durante l’appuntamento sono state avanzate richieste per il rispetto del diritto internazionale, l’introduzione di sanzioni e di un embargo, oltre alla fine di quella che gli organizzatori definiscono la complicità con le politiche genocidarie e colonialiste di Israele. Il presidio ha inoltre rivendicato la possibilità di manifestare il dissenso e chiesto il ritiro del disegno di legge sull’antisemitismo.

Nel documento diffuso in occasione della giornata, il gruppo cita i dati del Ministero della Salute di Gaza, secondo cui dall’ottobre 2023 l’offensiva israeliana avrebbe provocato oltre 70.000 vittime palestinesi, tra cui più di 20.000 bambini. La stessa fonte riferisce inoltre di circa due milioni di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni e ancora prive di servizi essenziali. Il presidio definisce questi fatti crimini senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale.

Nel testo viene ribadita anche la condanna dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, mentre la risposta israeliana viene giudicata dagli organizzatori del tutto sproporzionata. Il governo italiano viene accusato di non aver preso le distanze dalle operazioni militari e di continuare a collaborare con Israele. Si tratta di valutazioni espresse dal presidio nel quadro delle proprie posizioni politiche.

Il legame con il quadro internazionale

Per il gruppo, le conseguenze del conflitto si riflettono anche sulla vita quotidiana, attraverso l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette e il rincaro generale del costo della vita. Il presidio contesta inoltre il piano europeo di riarmo e l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil nell’ambito della Nato, sostenendo che tali risorse potrebbero essere sottratte al welfare, in particolare alla sanità.

Tra le richieste rivolte al governo italiano figurano l’interruzione di ogni forma di collaborazione con Israele, lo stop ai piani europei di riarmo, la condanna delle guerre di aggressione e la promozione di iniziative di pace e cooperazione. Il Presidio permanente per la Palestina di Verbania ha annunciato che proseguirà la propria attività sul territorio con una presenza costante, anche nei prossimi sabati.