Carpi (MO)

Carpi, Cassani verso l’addio dopo la crisi di risultati

Il patron Lazzaretti valuta un cambio in panchina e possibili interventi nell’area tecnica: sei turni senza vittorie hanno aggravato la classifica.

Potrebbe cambiare tutto oppure non cambiare nulla. In casa Carpi sono ore di riflessione, le più delicate da quando la formazione biancorossa è tornata tra i professionisti con la promozione conquistata nel maggio 2024. Il rendimento delle ultime settimane ha fatto scattare l’allarme: nelle ultime sei giornate sono arrivati appena due punti e le tre sconfitte consecutive hanno spinto la squadra al terzultimo posto.

La classifica vede il Carpi appaiato a Juve e Caratese, a tre lunghezze dal gruppo che al momento si trova appena fuori dalla zona playout. Una posizione che il patron Claudio Lazzaretti considera particolarmente preoccupante, anche perché nei due campionati disputati in Serie C i biancorossi non si erano mai trovati coinvolti nella lotta per evitare gli spareggi salvezza.

Il futuro dell’area tecnica

Lazzaretti si è preso circa 36 ore dalla partita di Crema per decidere la linea da seguire. Dopo la fiducia confermata a mister Cassani nel post-partita contro la Pro Vercelli, l’allenatore potrebbe ora essere vicino all’esonero. La scelta, tuttavia, avrebbe anche un risvolto economico: il tecnico ha recentemente rinnovato il contratto fino al 2028 e sarebbe quindi necessario trovare un accordo.

Il possibile cambio in panchina potrebbe non essere l’unico intervento. Nel mirino del presidente ci sarebbero anche il direttore sportivo Olivieri e il direttore generale Bonzanini, considerato il principale artefice della costruzione di una rosa partita con buone prospettive e poi improvvisamente calata. Lazzaretti potrebbe dunque optare per un azzeramento dell’intera area tecnica, coinvolgendo allenatore, ds e dg, per dare una scossa alla squadra prima che la situazione diventi irrimediabile.

I possibili successori

Un’eventuale svolta richiederebbe però la disponibilità immediata dei nuovi responsabili. Per la panchina il nome in pole è quello di Alessandro Miramari, classe 1970, reduce dalle esperienze positive al Corticella e al Forlì. Con il club romagnolo ha conquistato la promozione in Serie D e, nella stagione successiva, la salvezza in Serie C. Il tecnico avrebbe già rifiutato le proposte di Vado e Renate, in attesa di una piazza considerata più importante, e con Lazzaretti ci sarebbe un rapporto positivo.

La trattativa non sarebbe comunque semplice. Miramari predilige un 4-3-3, mentre l’attuale Carpi è stato costruito per giocare con il 3-4-2-1: un cambio di impostazione tattica potrebbe quindi rappresentare un ostacolo. Tra gli altri profili valutati figurano Fabio Prosperi, già alla guida di Pianese, Campobasso e Cavese, e Giuseppe Bianchini, ex allenatore dell’Arzignano.

Resta aperta anche l’ipotesi di una conferma temporanea di Cassani. Il secondo tempo disputato a Crema, nel quale il Carpi ha mostrato segnali di reazione rispetto alle gare con Arzignano e Pro Vercelli, potrebbe spingere la società a concedergli un’ultima settimana. In questo caso, la sfida di sabato contro il Lumezzane diventerebbe il termine entro cui valutare il futuro della panchina e dell’intero progetto tecnico.