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Malagò: Malagò: “Ho sbagliato i tempi, ma sono straconvinto di Bianchedi”

Il commissario della Figc torna sulla questione della nomina dell'ex campionessa a capo delegazione della Nazionale

Malagò: Malagò: “Ho sbagliato i tempi, ma sono straconvinto di Bianchedi”

Giovanni Malagò torna sulla scelta di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale italiana, riconoscendo di aver commesso un errore nella gestione dei tempi. Il commissario della Figc, intervenuto ai microfoni di Radio 1 durante il programma Radio Anch’io Sport, ha ribadito la propria convinzione sulle qualità della dirigente, individuando però nel momento in cui ha avanzato la proposta un elemento che ha contribuito ad alimentare le polemiche.

“Io sono straconvinto che Diana Bianchedi sia la persona che più di tutte può rappresentare il ponte culturale tra il calcio e gli altri sport, in termini valoriali e in termini della sua storia professionale, del curriculum sportivo e imprenditoriale. Ho sbagliato il timing“. Questa la risposta di Malagò quando gli è stato chiesto quale decisione, potendo tornare indietro, eviterebbe di ripetere.

Il commissario federale ha quindi spiegato le circostanze nelle quali era maturata la scelta di Bianchedi, sottolineando come l’iniziativa fosse stata presa in un periodo di sostanziale inattività per il mondo del calcio. L’obiettivo, nelle sue intenzioni, non era quello di provocare reazioni o innescare uno scontro, ma di individuare una figura ritenuta particolarmente adatta a svolgere un ruolo di collegamento tra discipline sportive differenti.

“Quando io ho chiesto, chiamando tutte le persone interessate e nessuno può dire il contrario, eravamo nel mese di agosto quando tutto era fermo – argomenta Malagò in merito alla scelta di Bianchedi nel ruolo di capodelegazione della nazionale azzurra -. Non era partito il campionato, era finito il Mondiale… Probabilmente questa cosa è stata interpretata anche dal mondo dei media come un sasso nello stagno, come una provocazione e questo mi ha creato oggettivamente un casus belli, che secondo me non era giusto. Però ho imparato che nella vita, anche nelle decisioni che hanno logica, l’aspetto temporale è fondamentale”.

Malagò, dunque, non mette in discussione la validità della propria valutazione su Bianchedi, ma ammette che la tempistica abbia inciso sulla percezione pubblica dell’iniziativa. Una lezione che, secondo il commissario della Figc, conferma quanto sia importante considerare non soltanto il merito delle decisioni, ma anche il contesto nel quale vengono comunicate e attuate.