Il procedimento per l’omicidio di Gjergj Pergegaj riparte dopo la correzione del capo d’imputazione. Edison Beluli, 35 anni, non dovrà rispondere dell’aggravante della premeditazione, inizialmente indicata dalla procura e poi ricondotta a un errore formale.
Il fatto è avvenuto la sera del 20 marzo 2025 nel parcheggio vicino alla pizzeria di Olmo dove lavorava la donna contesa dai due uomini. Pergegaj, 29 anni, è stato ucciso con colpi di pistola. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe maturata d’impeto, senza un piano preparato in precedenza.
La correzione nel capo d’imputazione
All’apertura del dibattimento in Corte d’assise, il pubblico ministero Marco Dioni ha chiarito che la premeditazione era stata inserita nel documento per un errore formale. La precisazione è stata ritenuta decisiva dalla difesa, poiché l’aggravante può comportare l’ergastolo. La questione era stata sollevata dagli avvocati di Beluli, Alessandro Serafini e Luca Turchetti.
La presidente della Corte, Annamaria Loprete, ha rinviato l’udienza al 20 ottobre. In quella sede il procedimento potrà proseguire con rito abbreviato, che prevede una riduzione di un terzo della pena. La modifica non chiude il processo, ma incide sulla contestazione rivolta all’imputato e sul quadro sanzionatorio prospettato dall’accusa.
La ricostruzione della sparatoria
Secondo quanto emerso, intorno alle 23.30 Beluli attendeva in auto l’uscita della donna dal luogo di lavoro. Pergegaj, che in passato aveva avuto una relazione con lei, sarebbe arrivato per incontrarla. Tra i due uomini, un tempo amici e colleghi nel settore dell’edilizia, i rapporti si sarebbero deteriorati per motivi sentimentali.
Beluli sarebbe quindi sceso dalla vettura e avrebbe sparato contro Pergegaj, colpendolo mortalmente al torace e alla trachea. Dopo l’azione si sarebbe allontanato, ma la fuga si è conclusa a Lignano, dove è stato arrestato dalla squadra mobile. Il processo dovrà ora accertare le responsabilità dell’imputato e ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.