Pesaro (PU)

Pesaro ricorda Padre Damiani e gli 80 anni del Collegio Zandonai

Anniversario al Teatro Sperimentale: solidarietà, educazione, futuro

Pesaro ha celebrato gli 80 anni dalla nascita dell’opera di Padre Damiani e dalla fondazione del Collegio Zandonai, avvenuta nel 1946. L’iniziativa si è svolta al Teatro Sperimentale ed è stata organizzata dall’associazione San Terenzio – Opere per il Sociale insieme all’Arcidiocesi di Pesaro.

Nel corso dell’appuntamento, il sindaco Andrea Biancani ha ricordato il ruolo svolto dal sacerdote in un’Italia segnata dalla Seconda guerra mondiale. Padre Damiani scelse di occuparsi di bambini profughi e orfani, offrendo loro non soltanto un alloggio, ma anche un ambiente familiare, un’educazione e la possibilità di costruire il proprio futuro.

Un’eredità ancora attuale

Secondo Biancani, l’esperienza del religioso rappresenta ancora oggi un riferimento per la comunità. La sua capacità fu quella di trasformare una situazione di bisogno in un’opportunità, dando vita a un’opera capace di attraversare le generazioni. Il Collegio Zandonai ha concluso la propria attività nel 1977, ma i valori che ne avevano accompagnato la storia hanno continuato a trovare espressione in nuove realtà.

Negli stessi spazi che in passato accoglievano i minori colpiti dalle conseguenze della guerra operano oggi La Nuova Scuola, con un percorso rivolto a bambini e ragazzi dal nido ai licei, e Casa Padre Damiani, dedicata all’accoglienza e all’assistenza delle persone anziane. Per il sindaco, la continuità tra queste esperienze dimostra come siano cambiati i bisogni, ma non i principi fondati su dignità, educazione, accoglienza e solidarietà.

Lo sguardo rivolto alle nuove generazioni

L’anniversario è stato presentato anche come un’occasione per riflettere sul ruolo della comunità. Una città, ha osservato Biancani, non cresce soltanto attraverso opere pubbliche, infrastrutture e servizi, ma anche grazie alle relazioni e alla capacità di stare vicino alle persone nei momenti di difficoltà.

Il sindaco ha quindi definito l’opera di Padre Damiani un patrimonio dell’intera città, da custodire e valorizzare, ma soprattutto da trasmettere ai giovani. L’obiettivo indicato è mantenere vivo quello spirito di solidarietà, rinnovandolo nel tempo e traducendolo in nuove opportunità per le persone più fragili.