Pescatori in allarme a Marta per l’aumento dei cormorani

Il censimento indica 2.500 esemplari tra le isole Martana e Bisentina, con effetti sul pescato e sulla vegetazione.

Resta alta la preoccupazione dei pescatori di Marta e degli operatori del lago di Bolsena per la crescita della presenza dei cormorani nell’area. Secondo l’ultimo censimento citato dalla categoria, nella zona sarebbero presenti circa 2.500 esemplari, considerati una delle principali cause della riduzione del pescato segnalata da chi lavora sul lago.

La presenza sulle isole

I volatili hanno nidificato sulle isole Martana e Bisentina. I pescatori riferiscono che, rispetto alle poche unità osservate alcuni anni fa, il numero dei cormorani sarebbe aumentato in modo consistente. La loro alimentazione, basata su pesci di diverse specie, viene indicata come un fattore di pressione sulla disponibilità di fauna ittica e, di conseguenza, sull’attività della categoria.

Le conseguenze segnalate non riguarderebbero soltanto il pescato. I pescatori parlano anche di danni alla flora del lago, in particolare ai canneti e alle piante presenti sulle isole. Sulla Bisentina, secondo quanto riferito, gli escrementi degli uccelli avrebbero contribuito a far seccare alcuni alberi. La situazione viene quindi descritta come un problema ambientale che incide anche sulle attività dei lavoratori del bacino.

L’appello alle istituzioni

A farsi portavoce del disagio è Giuliano Rocchi, presidente dei pescatori di Marta. A nome dei colleghi, Rocchi ha ribadito che la categoria attende da tempo una risposta e ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di affrontare la questione. Il problema, ha ricordato, sarebbe già stato segnalato in precedenza senza che, secondo i pescatori, sia stata ancora individuata una soluzione.

L’appello è rivolto in particolare ai sindaci dei Comuni che si affacciano sul lago di Bolsena, chiamati a intervenire per contenere le conseguenze della presenza dei cormorani. I lavoratori chiedono un’azione risolutiva su una situazione che, a loro giudizio, continua a peggiorare e che sta riducendo la quantità del pescato disponibile.