La Sp10 Brescia-Brione-Polaveno è tornata percorribile senza limitazioni nel tratto situato nel territorio di Brione. Si sono infatti conclusi i lavori di consolidamento avviati dopo i cedimenti provocati dalle intense piogge del giugno 2024, che avevano causato frane e smottamenti lungo la strada provinciale e interessato anche il territorio di Gussago.
L’intervento è stato realizzato dal settore Strade della Provincia di Brescia e ha richiesto un finanziamento di 500mila euro. Le opere hanno riguardato la messa in sicurezza dei fronti che avevano ceduto e il ripristino delle condizioni necessarie per consentire il transito regolare dei veicoli sul tratto interessato.
Le conseguenze del maltempo
Nel giugno 2024, l’ondata di maltempo aveva provocato diversi dissesti lungo la Sp10. A Brione, l’acqua che scendeva lungo la carreggiata aveva favorito lo scivolamento del terreno, anche a causa della forte pendenza del versante e dell’assenza di strutture di sostegno. Le piogge avevano inoltre coinvolto il comune di Gussago, dove si era verificata un’erosione superficiale con il conseguente cedimento degli strati più esterni del terreno.
In seguito agli eventi, il Consiglio dei ministri aveva dichiarato lo stato di emergenza. Un’ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione civile aveva quindi destinato risorse agli interventi urgenti e alle opere necessarie per la mitigazione del rischio residuo.
Le opere realizzate a Brione
Nel tratto di Brione, i lavori hanno previsto la realizzazione di una paratia di micropali, collegata a un muro in cemento armato. La struttura intercetta la superficie di scivolamento e contribuisce a stabilizzare il ciglio stradale, intervenendo sulle cause del cedimento del versante.
Un intervento analogo di consolidamento era stato completato in precedenza a Gussago. In quel caso sono state installate reti metalliche ad alta resistenza, insieme a chiodature e biostuoie, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il versante e favorirne il rinverdimento e il recupero della coesione del terreno.