Rovetta (BG)

Rovetta, ammanchi alle Poste: indagini su almeno 10 posizioni

L’ex responsabile respinge le accuse; la società valuta i rimborsi

Almeno dieci posizioni sono al centro delle verifiche avviate dopo la denuncia di due pensionati di Rovetta, che sostengono di aver perso complessivamente 148 mila euro dai propri rapporti alle Poste. Gli accertamenti interni di Poste Italiane avrebbero evidenziato ammanchi per almeno mezzo milione di euro. Al momento, in Procura risultano trasmesse le querele della coppia e quella della stessa società, ma i carabinieri non escludono che possano emergere altri casi.

La vicenda riguarda l’ex direttrice dell’ufficio postale di Rovetta, Paola Cavaliere, quarantenne di Fino del Monte, in passato impiegata come postina a Clusone. Dopo le prime irregolarità emerse durante l’estate, la donna sarebbe stata trasferita dalle mansioni a contatto con il pubblico e, da settembre, licenziata. Poste Italiane ha fatto sapere di essere pronta a risarcire i clienti eventualmente danneggiati.

La denuncia dei due pensionati

Il primo a rivolgersi ai carabinieri è stato un pensionato di 84 anni, che ha raccontato di essersi accorto della scomparsa di circa 90 mila euro quando gli ispettori delle Poste gli hanno spiegato che non risultavano più libretti, buoni postali o depositi titoli intestati a lui. La denuncia, presentata a fine giugno, è stata seguita da quella della moglie, dalla quale sarebbero stati prelevati altri 58 mila euro.

Secondo quanto riferito dalla coppia, i conti non venivano utilizzati per prelievi ordinari. Eppure, sul primo rapporto del marito risultano 87 operazioni tra febbraio 2023 e giugno 2024 e altre 63 tra maggio e settembre 2024 su un secondo libretto. Entrambi sarebbero stati chiusi a novembre 2025 dopo essere stati svuotati, mentre all’uomo sarebbe stato fatto credere che il denaro fosse stato trasferito su un terzo libretto. Dal conto della moglie risultano inoltre 19 prelievi, compresi tra 1.000 e 7.000 euro, effettuati tra la fine del 2022 e maggio 2024.

La replica dell’ex direttrice

Cavaliere respinge ogni addebito. Contattata per una replica, ha dichiarato di non aver sottratto alcuna somma e ha sostenuto che i due pensionati avrebbero effettuato numerosi prelievi alla presenza di altre impiegate. La donna ribadisce inoltre che quanto le viene contestato non sarebbe stato accertato.

Le presunte irregolarità sarebbero state scoperte nel gennaio 2026, quando il pensionato aveva chiesto di svincolare 10 mila euro per lavori al tetto della propria abitazione. In quell’occasione, secondo la denuncia, Cavaliere lo avrebbe convinto a ritirare quattro tranche da 2.500 euro, consegnate alla moglie in buste di carta con il timbro delle Poste tra gennaio e aprile. Un problema emerso durante la terza erogazione avrebbe fatto scattare le verifiche interne.

La notizia ha suscitato attenzione anche nei comuni vicini, in particolare a Fino del Monte, dove risiederebbero alcuni dei risparmiatori che si erano rivolti all’ufficio di Rovetta proprio per la fiducia riposta nell’ex direttrice. Tra le ipotesi citate figurano anche buoni postali ritenuti falsi, ma su questi episodi non risultano, al momento, ulteriori querele trasmesse alla Procura. Sul piano giudiziario, per i fatti contestati, l’ex direttrice potrebbe essere chiamata a rispondere di peculato e falso, comprese le firme disconosciute dalla coppia.