Erano da poco passate le 19, sabato, quando una persona travestita da anziana ha suonato alla porta della gioielleria Buoncristiani, in via Covetta ad Avenza. Il proprietario, Giovanni Buoncristiani, 74 anni, ha aperto pensando di trovarsi davanti a una cliente. In realtà, l’uomo indossava un passamontagna ed era insieme ad altri due complici, anch’essi con il volto coperto.
Una volta entrati nel negozio, i tre hanno minacciato il gioielliere. Almeno uno dei rapinatori aveva una pistola, la cui natura deve ancora essere accertata: non è escluso che potesse trattarsi di un’arma giocattolo. Con quell’oggetto i malviventi hanno intimato al proprietario di aprire la cassaforte e le vetrine, mentre uno di loro lo ha colpito alla testa con un piccolo piede di porco.
L’aggressione e la fuga
Il colpo ha provocato a Buoncristiani una profonda ferita, ma il gioielliere non avrebbe opposto resistenza. I rapinatori hanno raccolto i preziosi presenti nel negozio e, dopo pochi minuti, sono usciti dall’esercizio commerciale. Ad attenderli sul retro dello stabile, in via Fiaschi Vico, ci sarebbe stato un quarto complice alla guida di un’auto.
Prima di raggiungere il veicolo, però, i tre uomini sono stati attirati dalla presenza di un passante che stava parlando al telefono. Forse temendo di essere stato ripreso, uno dei banditi lo ha raggiunto e gli ha puntato la pistola alla testa, minacciandolo. L’episodio ha provocato momenti di paura tra le persone presenti nella zona. Subito dopo, il gruppo si è ricongiunto e si è allontanato a bordo dell’auto.
Le indagini dei carabinieri
Dopo l’allarme, il gioielliere è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale NOA di Massa in codice giallo. Secondo quanto riferito, sarebbe stato dimesso e non avrebbe riportato ferite gravi, nonostante il colpo ricevuto alla testa.
Sulla rapina indagano i Carabinieri del Comando di Carrara. I militari hanno già acquisito le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nelle vicinanze della gioielleria. Le immagini saranno esaminate per ricostruire con maggiore precisione le fasi dell’irruzione, identificare i responsabili e rintracciare i quattro uomini coinvolti nella fuga.