L’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, riaperto ad Ascoli alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è al centro di un’interrogazione a risposta scritta presentata dall’opposizione in Consiglio comunale. L’atto è stato protocollato da Andrea Dominici, capogruppo di Ascolto e Partecipazione, che chiede chiarimenti sul coinvolgimento di alcuni bambini durante la cerimonia.
Lo striscione rivolto alla premier
La contestazione riguarda in particolare uno striscione con la frase Grazie Giorgia, ti vogliamo bene, retto da alcuni minori collocati in una posizione visibile durante l’iniziativa. Secondo Dominici, il messaggio avrebbe posto una questione di opportunità istituzionale, dal momento che era rivolto alla premier, che ricopre anche il ruolo di leader di un partito politico nazionale.
L’opposizione ritiene quindi che un momento pubblico organizzato per la riapertura dell’edificio possa essere stato trasformato in un’occasione di comunicazione politica. Nell’interrogazione viene richiamata anche la responsabilità delle istituzioni nella tutela dei minori e nella definizione delle modalità con cui i bambini vengono coinvolti in manifestazioni pubbliche.
Le richieste al Comune
Dominici chiede al sindaco di chiarire chi abbia deciso la disposizione dei bambini e l’utilizzo dello striscione, quale fosse l’intento comunicativo dell’iniziativa e se l’amministrazione fosse stata informata. Tra i quesiti figura anche quello relativo alle precauzioni adottate per evitare possibili forme di strumentalizzazione dei minori.
L’interrogazione domanda inoltre se il Comune ritenga appropriato coinvolgere bambini in messaggi rivolti a esponenti politici durante eventi pubblici e se l’amministrazione intenda predisporre linee guida per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. L’obiettivo dell’iniziativa consiliare è ottenere risposte sulle modalità organizzative della cerimonia e sul ruolo avuto dall’ente.
Sulla riapertura dell’edificio è arrivata anche una richiesta di rettifica riguardo alla ricostruzione storica pubblicata il 9 ottobre. Monica Massimi contesta l’affermazione secondo cui Palazzo Saladini Pilastri sarebbe rimasto chiuso dal 1950. Nella comunicazione inviata alla redazione riferisce che la nonna, Cordelia Massimi Ghetti, avrebbe abitato nel palazzo fino agli anni Settanta e che lei stessa vi avrebbe trascorso parte dell’infanzia.
La testimonianza invita a distinguere il periodo di effettivo utilizzo abitativo dell’immobile dalla successiva fase di progressivo abbandono o mancata fruizione.