Alba (CN)

Addio a Roberto Baffigo, docente appassionato di letteratura

Aveva 61 anni e aveva insegnato italiano e latino al liceo Govone, lasciando un segno profondo tra gli ex allievi.

Alba saluta Roberto Baffigo, docente di italiano e latino scomparso all’età di 61 anni. Originario di Genova, aveva insegnato al liceo classico Govone, dove aveva costruito negli anni un rapporto intenso con gli studenti e con i colleghi. A restare nella memoria di chi lo ha avuto in classe sono soprattutto la preparazione, il rigore e il coinvolgimento con cui affrontava gli autori e le opere.

Tra gli ex allievi c’è chi ricorda ancora una singolare interrogazione sostenuta nel 1996, al primo anno del liceo classico Govone. Il tema era la letteratura italiana prima di San Francesco: al termine della prova arrivarono i complimenti del professore, insieme a un 6 meno. Un episodio rimasto impresso non tanto per il voto, quanto per il modo in cui Baffigo interpretava il ruolo dell’insegnante. Le valutazioni potevano essere molto severe oppure raggiungere i livelli più alti, ma l’obiettivo era spingere gli studenti a ragionare, a misurarsi con le difficoltà e a non accontentarsi.

Un insegnante legato ai libri

Le sue lezioni erano caratterizzate da una conoscenza approfondita delle materie e da una passione evidente. Quando parlava di un autore o di un’opera, la voce cambiava tono e acquistava intensità, trasformando la spiegazione in un’esperienza capace di andare oltre il programma scolastico. Era un metodo personale e talvolta impegnativo, ma in grado di lasciare ricordi duraturi.

Roberto Buongarzone, dirigente scolastico del liceo Govone, aveva condiviso con Baffigo alcuni anni di insegnamento al liceo scientifico, prima del passaggio al classico. Lo ricorda come un professore preparatissimo, appassionato di lettura, coltissimo e molto vivace sul piano intellettuale. Secondo il dirigente, il liceo classico rappresentava l’ambiente più adatto per le sue inclinazioni culturali.

Buongarzone ricorda anche di averlo incontrato per strada o sulle colline delle Langhe, spesso a piedi o in bicicletta e con un libro in mano. La lettura accompagnava le sue giornate insieme all’interesse per il teatro e il cinema, parte di una curiosità intellettuale rimasta centrale nella sua vita.

L’incidente e il legame con la scuola

La sua vita cambiò il 14 settembre 2014, quando rimase coinvolto in un incidente mentre percorreva in bicicletta la strada provinciale tra Monforte e Monchiero. Nei pressi di un distributore di carburante si verificò lo scontro con una Jeep e Baffigo riportò un grave trauma cranico. Le conseguenze gli impedirono di tornare all’insegnamento e alla vita professionale di prima.

Negli anni successivi, tuttavia, il rapporto con la scuola non si interruppe. Come racconta Buongarzone, Baffigo aveva ripreso conoscenza, pur senza poter recuperare la vita precedente. Alcuni colleghi continuarono a fargli visita, trascorrendo con lui parte del tempo anche giocando a carte e a scacchi. Il legame con il mondo scolastico rimase così vivo nonostante le conseguenze dell’incidente.

I funerali saranno celebrati martedì 13 ottobre alle 15 nella chiesa di Santa Margherita. Il Rosario è previsto lunedì 12 ottobre alle 20.30, nello stesso luogo. Ad annunciare la scomparsa sono il padre Marco e gli amici. Sul manifesto funebre è stato riportato un verso del Paradiso di Dante, dal canto XXXIII: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio. Un richiamo all’autore e alla tradizione letteraria che Baffigo aveva amato e insegnato.