Lombardia

Linea Como-Lecco, il tratto fino a Lecco resta senza fondi

L’aggiudicazione riguarda 22 chilometri, mentre altri 14 attendono risorse e programmazione.

La ferrovia Como-Lecco procede con tempi diversi a seconda dei tratti. I primi 22 chilometri, da Albate Camerlata a Molteno, hanno già ottenuto l’aggiudicazione dei lavori, mentre i successivi 14 chilometri, fino a Lecco, restano privi di una copertura finanziaria definita e di un cronoprogramma.

Il tema è stato affrontato il 9 ottobre dal Tavolo per la competitività e lo sviluppo del Lago di Como, promosso dalla Camera di commercio di Como-Lecco. Al centro dell’incontro, oltre al completamento dell’elettrificazione ferroviaria, sono stati discussi anche i servizi di navigazione sul Lario e le prospettive di coordinamento tra istituzioni e gestori.

Il progetto diviso in due lotti

Il primo lotto, compreso tra Albate Camerlata e Molteno, dispone di una gara già assegnata a Rfi per un valore di 58 milioni di euro. Il secondo, da Molteno a Lecco, è inserito nel programma regionale della mobilità e dei trasporti, il cui aggiornamento era atteso in Consiglio regionale, ma rimane collocato in un orizzonte temporale più lontano.

Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Rapporti tra Lombardia e Svizzera, ha definito il primo lotto un avanzamento importante, sottolineando però il rischio che l’opera rimanga incompiuta se non verrà completata la tratta fino a Lecco. Ha quindi chiesto un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con Rfi per reperire le risorse e fissare tempi attendibili.

L’assessore regionale Alessandro Fermi ha riconosciuto la necessità di finanziare progettazione e realizzazione del collegamento Molteno-Lecco. Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Mauro Piazza, ha invece richiamato la necessità di un lavoro comune tra enti e soggetti coinvolti, con l’obiettivo di trasformare le esigenze del territorio in interventi concreti.

Frequenze e ruolo di Cantù

Tra gli obiettivi indicati durante la riunione figura un treno ogni mezz’ora. Per sostenere il potenziamento sono previsti circa 10 milioni di euro regionali, mentre Cantù viene considerata un punto di interscambio tra ferrovia e autobus. La sindaca Alice Galbiati ha collegato queste risorse anche alla riqualificazione della stazione cittadina.

Fermi ha riferito di aver lavorato con gli assessori regionali Terzi e Lucente per individuare i finanziamenti necessari all’ammodernamento dello scalo, ritenuto strategico per il funzionamento della linea elettrificata. Nella stessa area è previsto anche il nuovo commissariato della Polizia di Stato: il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha annunciato la prossima firma della convenzione con il Comune.

Secondo la coordinatrice del Tavolo, Gloria Bianchi, il collegamento potrebbe inserirsi in una rete ferroviaria pedemontana capace, a regime, di unire gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio. La tratta incrocia a Merone il collegamento tra Asso e Milano e a Molteno quello tra Lecco e Monza. Il percorso di confronto è iniziato nel 2021 e ha coinvolto amministrazioni comunali, consiglieri regionali e rappresentanti del territorio.

Il confronto sulla navigazione del Lario

La seconda parte dell’incontro ha riguardato il Lago di Como. La Camera di commercio, insieme alla Navigazione Laghi e alle Autorità di bacino del Lario e dei laghi minori e del Ceresio, Piano e Ghirla, ha avviato uno studio sul trasporto pubblico lacuale e sui servizi da diporto.

L’obiettivo è contribuire alla definizione di strategie di governo e regolazione del settore, in un contesto caratterizzato dalla presenza di competenze statali, regionali e locali. Piazza ha richiamato la necessità di regole chiare e controlli efficaci, indicando nella sicurezza delle persone la priorità per la gestione delle acque.

Nel confronto è stato citato anche il presidio della Guardia costiera arrivato sul Lario e la nuova motonave ibrida uscita dal cantiere di Dervio. La consigliera regionale Anna Dotti sta inoltre lavorando a un progetto di legge sulla navigabilità delle acque interne, con l’obiettivo di aggiornare il quadro normativo e migliorare l’organizzazione dei servizi.

La Regione valuta infine con apertura prudente l’ipotesi di servizi privati di linea, considerati un possibile complemento all’offerta pubblica. L’eventuale sviluppo dovrà però mantenere un equilibrio tra attività private, trasporto pubblico e sicurezza della navigazione.