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Meloni “ciociara”, esplode il caso: bufera sul consigliere PD Della Bella

Il politico di Pontedera parla di lapsus ("intendevo caciarona"), ma la premier e Tajani difendono le radici del territorio. Chiarimento chiesto anche dai dem di Frosinone.

Meloni “ciociara”, esplode il caso: bufera sul consigliere PD Della Bella

A volte basta una parola per trasformare una seduta consiliare in un caso nazionale.

E se quella parola è “ciociara”, pronunciata con un’intenzione dichiaratamente dispregiativa, e la destinataria è Giorgia Meloni, il rischio che la faccenda esca dai confini dell’Aula è praticamente una certezza.

Meloni “ciociara” in Aula a Pontedera, che bufera per il consigliere dem

È quello che è successo a Pontedera, in Toscana, dove il consigliere comunale del Pd Floriano Della Bella ha definito la presidente del Consiglio “una ciociara” in senso negativo.

Floriano Della Bella, consigliere comunale Pd a Pontedera

La frase ha provocato la reazione della premier, che ha rivendicato con orgoglio le proprie origini, trasformando quello che poteva restare un battibecco locale in una questione di identità territoriale.

Il consigliere, dal canto suo, ha poi spiegato di aver avuto un lapsus: la parola che intendeva usare, ha sostenuto, era “caciarona”.

E poco importa che il protagonista della vicenda abbia cercato di correre ai ripari chiedendo scusa.

Perché a molti, la pezza messa alla vicenda è parsa peggio del buco.

Insomma, una consonante di troppo, o una parola sbagliata, e la Ciociaria si è ritrovata improvvisamente al centro della politica nazionale.

Dalla polemica al campanilismo

Meloni ha risposto rivendicando la storia e la dignità di una terra che ha dato all’Italia personalità della cultura, della politica e dello spettacolo.

Il messaggio è arrivato forte e chiaro: le origini non sono una colpa e un territorio non può diventare un insulto per effetto di una polemica politica.

Ma la frittata (dal consigliere Pd) ormai era fatta e a quel punto, il caso ha smesso di riguardare soltanto la premier.

Perché quando si tocca l’orgoglio di una terra, soprattutto in Italia, il campanilismo è sempre pronto a scendere in campo.

A dare ulteriore slancio alla vicenda ci ha pensato Antonio Tajani.

Il vicepremier e ministro degli Esteri ha rivendicato il proprio legame con la zona, ricordando le radici familiari che lo legano a Ferentino.

Il suo intervento ha aggiunto alla polemica una componente personale: non soltanto la difesa di un territorio, ma anche il richiamo a una storia familiare di cui andare fieri.

Così, nel giro di poco tempo, il dibattito ha cambiato dimensione.

Non più soltanto una frase infelice e le successive spiegazioni, ma una gara a ricordare quanto la Ciociaria abbia da raccontare.

La geografia sentimentale della politica

Il bello, in queste occasioni, è che la geografia diventa improvvisamente una materia politica di primissimo piano.

Ci sono le origini da rivendicare, i paesi da ricordare, le radici familiari da riscoprire e le tradizioni da mettere in vetrina.

Del resto, l’Italia è anche questo: un Paese nel quale basta evocare una città, una provincia o una regione per risvegliare un patrimonio di orgoglio, rivalità e appartenenze.

Resta, però, il curioso cortocircuito linguistico che ha acceso tutto: una parola pronunciata in un’aula, la precisazione del suo autore e una terra che si ritrova sotto i riflettori nazionali.

Morale della storia? In politica le parole pesano. E, quando si parla di identità, possono pesare molto più di quanto immagini chi le pronuncia.

Il paradosso, anche il Pd Frosinone contro il Pd di Pontedera

Ma come tutti gli “autogol dialettici” non poteva mancare il paradosso della vicenda.

Non è soltanto infatti il Centrodestra a difendere la Ciociaria: anche il Pd della provincia di Frosinone prende le distanze dalle parole del consigliere dem di Pontedera e gli chiede di scusarsi.

Insomma, Della Bella è riuscito nell’impresa di unire Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd, mettere d’accordo, almeno sul rispetto per le origini, avversari politici abitualmente divisi su quasi tutto.

E la Ciociaria, nel dubbio, si gode i riflettori.