Grosseto (GR)

Sorpreso sull’A1, 24enne di Grosseto torna in carcere

La Corte d’Appello di Firenze ha disposto l’aggravamento dopo il controllo della Polstrada vicino a Firenzuola.

Doveva restare nel territorio comunale di Grosseto e rispettare le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, compreso il divieto di uscire dalla propria abitazione tra le 21 e le 8. Invece, un 24enne di origine tunisina, domiciliato nel capoluogo maremmano, è stato trovato sull’autostrada A1 mentre viaggiava in direzione di Firenze a bordo di un’Audi A5.

Il controllo sull’autostrada

Il giovane è stato fermato dalla Polizia stradale nei pressi di Firenzuola, durante un controllo eseguito il 31 agosto dagli agenti della sottosezione di Pian del Voglio. Il 24enne si trovava sul sedile del passeggero. Alla guida dell’auto c’era un altro uomo di origine nordafricana, trovato in possesso di una patente marocchina ritenuta verosimilmente contraffatta.

L’allontanamento dal luogo di dimora ha portato all’aggravamento della misura cautelare. La Corte d’Appello di Firenze ha infatti sostituito l’obbligo di dimora con la custodia in carcere, ritenendo che la violazione rendesse non più adeguata una misura fondata sul rispetto spontaneo delle prescrizioni.

Il provvedimento dei giudici

Il ragazzo era stato condannato dal Tribunale di Grosseto, il 16 marzo 2026, a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso del procedimento aveva già attraversato diverse fasi cautelari: la custodia in carcere, iniziata il 2 luglio 2025, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dall’11 luglio e, dal 10 settembre dello stesso anno, l’obbligo di dimora a Grosseto.

Nell’ordinanza firmata il 18 settembre dal presidente della sezione feriale penale della Corte d’Appello, Roberto Tredici, i giudici hanno sottolineato la distanza percorsa e la direzione di marcia dell’automobile. Secondo la valutazione contenuta nel provvedimento, gli elementi raccolti indicavano un allontanamento non occasionale e non limitato a un breve spostamento.

La Corte, accogliendo la richiesta della Procura generale, ha quindi disposto il ritorno del 24enne in carcere. Il giovane è difeso dall’avvocato Giulio Parenti.