Ferrara (FE)

È morto Rinaldo Argentieri, ex prefetto di Ferrara

Sessantasei anni, una lunga carriera nella pubblica amministrazione e incarichi in diverse province italiane.

È morto questa mattina, sabato 10 ottobre, il prefetto Rinaldo Argentieri, che aveva guidato la Prefettura di Ferrara dal novembre 2021 all’ottobre 2023. Dopo l’esperienza ferrarese era stato nominato prefetto di Forlì-Cesena, incarico ricoperto fino al 30 settembre, ultimo giorno di servizio prima del collocamento a riposo.

La Prefettura di Ferrara lo ha ricordato come una figura contraddistinta da equilibrio, competenza e profondo senso delle istituzioni. Il prefetto Massimo Marchesiello ha espresso, a nome proprio e del personale dell’Ufficio territoriale del Governo, le condoglianze alla moglie Donatella, funzionaria dell’amministrazione civile dell’Interno, e a tutti i familiari.

Una carriera nella prefettura

Argentieri aveva 66 anni ed era nato a Chieti. Laureato in giurisprudenza e abilitato all’esercizio della professione forense, dopo una breve esperienza come liquidatore in una compagnia assicurativa aveva vinto un concorso per funzionari nel settore legale dell’Enel. Nel 1989 era entrato nella carriera prefettizia, iniziando il servizio alla Prefettura di Vicenza, dove si era occupato dell’Ufficio di Gabinetto, della protezione civile, dell’ordine e della sicurezza pubblica e del Nucleo operativo tossicodipendenze.

Tra il gennaio 1996 e il settembre 2004 era stato capo di gabinetto della Prefettura di Brescia. Successivamente aveva ricoperto l’incarico di dirigente dell’Area IV – Immigrazione della Prefettura di Milano, seguendo l’attuazione della legge Bossi-Fini, l’istituzione dello Sportello unico per l’immigrazione e le attività della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Gli incarichi nelle prefetture

Dal 2006 Argentieri aveva svolto il ruolo di vicario coordinatore nelle prefetture di Sondrio, Pavia e Trieste. Nel capoluogo giuliano era stato anche presidente supplente della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. La nomina a prefetto era arrivata con una delibera del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2019; il 7 gennaio 2020 si era insediato alla guida della Prefettura di Matera.

Nel corso della carriera era stato commissario prefettizio o straordinario in diversi Comuni, tra cui Chiampo, Costabissara, Ospitaletto, Palazzolo sull’Oglio, Lonato e Trezzano sul Naviglio. Aveva inoltre presieduto numerose Commissioni elettorali circondariali, comprese quelle di Brescia, Sondrio, Pavia e Trieste.

Tra gli altri incarichi figurano la partecipazione all’Organo regionale di controllo di Brescia fino alla sua soppressione nel 2002 e il coordinamento, tra il 2010 e il 2011, della commissione d’indagine istituita dalla Prefettura di Pavia per verificare eventuali infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata nell’Azienda sanitaria locale. Dal 2014 al 2020 era stato componente del Consiglio di amministrazione, poi del Consiglio d’indirizzo, del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico di Duino Aurisina. Era inoltre iscritto all’Albo dei docenti della Scuola superiore dell’amministrazione dell’Interno per la materia dell’immigrazione.