Forli' (FC)

Morto a 67 anni l’ex prefetto di Forlì-Cesena Argentieri

La carriera tra incarichi pubblici e legami con la comunità locale

È morto a 67 anni, dopo una grave malattia, Rinaldo Argentieri, ex prefetto di Forlì-Cesena. La scomparsa è avvenuta a Trieste, città di residenza della moglie, e ha suscitato cordoglio nel territorio al quale l’ex rappresentante del Governo aveva dedicato il suo incarico istituzionale e con il quale aveva costruito rapporti anche sul piano umano.

Argentieri aveva guidato la Prefettura di Forlì-Cesena dall’ottobre 2023 fino al 1° settembre scorso, quando aveva lasciato il servizio dopo aver raggiunto l’età della pensione. Anche nei mesi segnati dalla malattia, secondo quanto riferito, aveva mantenuto vivi i legami con le istituzioni e con la comunità provinciale.

Una lunga carriera nella pubblica amministrazione

Nato a Chieti il 9 agosto 1959 e laureato in Giurisprudenza, Argentieri aveva iniziato la carriera prefettizia nel 1989 a Vicenza, dopo una precedente esperienza nel settore energetico. Nel corso degli anni aveva ricoperto diversi incarichi, tra cui quello di capo di gabinetto a Brescia e di responsabile dell’Immigrazione a Milano.

Successivamente aveva svolto le funzioni di vicario nelle sedi di Sondrio, Pavia e Trieste. Nel 2019 era stato nominato prefetto e aveva guidato le prefetture di Matera e Ferrara, prima dell’arrivo a Forlì-Cesena. Il suo mandato sul territorio si era concluso con il pensionamento, dopo poco meno di un anno di attività alla guida dell’ufficio territoriale del Governo.

Il messaggio alla comunità

Nel lasciare l’incarico, Argentieri aveva rivolto una lettera aperta alla comunità, ringraziando i collaboratori della Prefettura, le istituzioni, il terzo settore, la società civile e i cittadini incontrati durante il suo mandato. Nel messaggio aveva sottolineato il valore dei rapporti costruiti sul territorio e degli ideali civili che lo caratterizzano.

Tra i principi indicati come riferimento del suo operato aveva richiamato la tutela dei diritti, con particolare attenzione alle persone più fragili, l’uguaglianza, la pari dignità e i doveri di solidarietà. Aveva inoltre evidenziato la necessità di una costante collaborazione tra le istituzioni, considerata essenziale per raggiungere risultati condivisi.

Nel suo saluto finale alla provincia, l’ex prefetto aveva espresso fiducia nella capacità della società forlivese e cesenate di affrontare le sfide future facendo leva sul senso civile della solidarietà e sul legame tra cittadini, indicato come uno dei fondamenti della democrazia.