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Fine wines, Langhe protagoniste nella ripresa del mercato

Le quotazioni dei grandi rossi italiani avanzano, trainate da Barolo, Barbaresco e Super Tuscan.

Il comparto dei fine wines mostra segnali di ripresa, con l’Italia e in particolare le Langhe tra le aree più dinamiche insieme allo Champagne. Il dato riguarda una nicchia ristretta di etichette di grande prestigio, ma assume rilievo in una fase ancora difficile per il settore del vino nel suo complesso.

La fotografia emerge dall’analisi di WineNews sull’andamento degli indici Liv-Ex, la piattaforma di riferimento per il mercato secondario dei vini pregiati. Nei primi nove mesi del 2026, il Liv-Ex 100, indice considerato rappresentativo del comparto, ha registrato una crescita del 2,1%, salita al 4,4% nell’arco di dodici mesi.

Le etichette italiane in evidenza

Quattro vini italiani figurano tra i dieci titoli con le migliori performance dell’indice. Al primo posto si trova il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, in aumento del 31,7% da inizio anno. Seguono il Barolo Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno, a +19,4%, il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse, a +18,7%, e il Solaia 2021 di Marchesi Antinori, che segna un +14,1%.

Nel paniere del Liv-Ex 100 rientrano anche il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Monfortino Riserva 2015 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022, l’Ornellaia 2021, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022, oltre al Tignanello 2021 e 2022. La presenza di queste etichette contribuisce a delineare il peso crescente dei produttori italiani nel segmento internazionale dei vini da collezione.

Langhe davanti alla Toscana

Il recupero emerge anche dall’indice Liv-Ex 1000, il più ampio tra quelli elaborati dalla piattaforma, cresciuto dell’1,3% nei primi nove mesi del 2026 e del 2,2% sui dodici mesi. A sostenere il risultato sono soprattutto lo Champagne 50, in rialzo del 4,1% nel periodo e del 4,6% sull’anno, e l’Italy 100, salito del 3,5% da gennaio a settembre e del 4,9% nei dodici mesi, miglior risultato tra gli indici considerati.

Nella graduatoria delle migliori performance dell’Italy 100 dominano le Langhe. Oltre al Barolo di Giacosa al primo posto, il podio comprende il Barolo Monfortino Riserva 2005, a +30,4%, e il Barbaresco 2015 di Gaja, che ha guadagnato il 22,5%. Seguono il Barolo di Giacosa 2020, a +21,3%, e il Monfortino 2019, a +19,4%.

La Toscana mantiene comunque un ruolo rilevante, con le annate 2020, 2012 e 2011 del Sangiovese di Soldera Case Basse rispettivamente a +18,7%, +16,1% e +13,5%, il Masseto 2016 a +17,7% e il Solaia 2021 a +14,1%. Il quadro complessivo segnala inoltre una crescita del Burgundy 150 e del Rhone 100, mentre il Bordeaux 500 resta sostanzialmente stabile, con un -0,2% nel 2026 e un +0,4% sui dodici mesi. Per il vino nel suo insieme la fase resta complessa, ma l’andamento dei prodotti più rari e ricercati offre un segnale di maggiore fiducia.