Internazionale

Trump ricorda Pavarotti: «Era difficile, ma io gli piacevo»

Alla Casa Bianca il presidente statunitense elogia Christopher Macchio dopo l’esecuzione del Nessun dorma

Donald Trump ha ricordato Luciano Pavarotti durante le celebrazioni del Columbus Day alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato del tenore modenese dopo l’esibizione di Christopher Macchio, italoamericano che aveva appena cantato il Nessun dorma di Giacomo Puccini.

Trump ha paragonato Macchio a Pavarotti, affermando che, a suo giudizio, il cantante è al livello del grande tenore italiano, nonostante lo stesso Macchio sostenga che Pavarotti resti il Maestro. Da qui il riferimento al rapporto personale rivendicato dal presidente, che ha definito il tenore un suo amico.

Il ricordo del tenore

Nel corso del suo intervento, come riferito dall’agenzia Vista, Trump ha descritto Pavarotti come la più grande diva in assoluto, utilizzando l’espressione diva maschile. Ha poi elogiato la sua voce e ha sostenuto di avere un buon orecchio per la musica, aggiungendo che il tenore aveva un carattere difficile ma nutriva simpatia nei suoi confronti.

Le parole hanno suscitato alcune risate tra il pubblico presente. Non è la prima volta che Trump parla pubblicamente del cantante italiano: già nel 2017 lo aveva indicato come un grande amico. In alcune occasioni, inoltre, aveva utilizzato arie di Pavarotti durante le proprie campagne elettorali.

Gli altri italoamericani citati

Nel discorso dedicato alle celebrazioni, Trump ha richiamato anche altri personaggi di origine italiana considerati rappresentativi della storia e della cultura statunitense. Tra i nomi menzionati figurano Joe Di Maggio, Sylvester Stallone e Frank Sinatra, oltre al giudice della Corte Suprema Antony Scalia e al giudice Sam Alito.

Prima delle celebrazioni, il presidente aveva inoltre rilanciato su X la figura di Cristoforo Colombo, definendone il viaggio del 1492 uno dei più audaci della storia e collegandolo alla nascita degli Stati Uniti. La ricorrenza è da tempo al centro di un confronto politico e culturale: da una parte i sostenitori della celebrazione tradizionale, dall’altra quanti promuovono l’Indigenous Peoples’ Day, riconosciuto anche dall’amministrazione di Joe Biden, in relazione alla colonizzazione delle Americhe e alle violenze subite dalle popolazioni indigene.