Valle d'Aosta

L’agricoltura alpina ad Aosta guarda alla programmazione 2028-2034

Esperti, enti pubblici e rappresentanti del comparto hanno discusso strategie, sostegni e ruolo delle aree montane.

Si è svolto ad Aosta, tra Palazzo regionale e il Polo universitario, l’evento Ad un anno dagli Stati generali dell’agricoltura alpina, organizzato nell’ambito del progetto AGRI28 dall’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta. Al centro dei lavori sono state le prospettive della prossima programmazione della Politica agricola comune e della Politica di coesione, con particolare attenzione alle esigenze delle aziende di montagna.

Ad aprire l’incontro è stata l’assessora Speranza Girod, che ha richiamato il percorso di analisi e ascolto sviluppato attraverso il progetto. L’obiettivo indicato è tradurre le informazioni raccolte dal Tavolo delle risorse e dal Tavolo tecnico-scientifico in misure considerate efficaci, semplici e adeguate alle caratteristiche dell’agricoltura valdostana. Nel suo intervento è stato sottolineato anche il ruolo delle aziende agricole come realtà economiche, ma anche come presidi sociali e territoriali.

Le prospettive della nuova programmazione

L’assessore Leonardo Lotto ha posto l’accento sulla necessità che la Valle d’Aosta difenda le proprie specificità nel confronto sulla programmazione 2028-2034. Secondo l’impostazione illustrata durante l’incontro, la montagna dovrebbe assumere un ruolo strategico nei futuri programmi europei, trasformando le difficoltà legate al contesto alpino in opportunità di sviluppo e innovazione.

Dopo il saluto della rettrice dell’Università della Valle d’Aosta, Manuela Ceretta, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali. Alessandro Giordani, della Direzione generale Comunicazione della Commissione europea, ha illustrato i principali passaggi negoziali legati all’approvazione del Fondo unico. Andrea Incarnati, coordinatore del Piano strategico della PAC Italia 2023-2027 presso la Commissione europea, ha invece fatto il punto sul Piano di partenariato nazionale e regionale in vista della prossima Politica agricola comune.

Serafino Nardi, della Commissione Risorse naturali del Comitato europeo delle regioni, ha presentato la posizione delle amministrazioni locali, evidenziando la centralità dell’agricoltura per i territori europei e distinguendo la semplificazione dalla centralizzazione. Giuseppe Blasi, dirigente del Ministero dell’Agricoltura, ha fornito indicazioni sulle tempistiche del negoziato e sulla necessità di arrivare con il piano pronto per il 2028, così da garantire la continuità dei pagamenti.

Analisi sul comparto valdostano

La parte conclusiva della mattinata ha riguardato lo stato di avanzamento di AGRI28 e la definizione della strategia unitaria regionale. La professoressa Valentina Porcellana ha illustrato il percorso di dialogo e ricerca svolto finora, mentre Carla Stefania Riccardi ha presentato i temi individuati per la strategia regionale e il contributo del partenariato. Alessandro Rota ha quindi descritto il contesto agricolo valdostano e i dossier sui quali l’Assessorato sta lavorando.

Nel pomeriggio, al Polo universitario, sono stati presentati gli studi realizzati dal Tavolo tecnico-scientifico, composto dal Centro Green dell’Università della Valle d’Aosta, dall’Institut Agricole Régional, dal CREA-PB, da CO.R.IN.TE.A. e da Centrale valutativa. Le analisi hanno riguardato i diversi comparti del settore primario, i redditi delle aziende e l’indennità compensativa, oltre a temi qualitativi come il benessere degli allevatori e gli esiti delle interviste alle famiglie agricole. I risultati hanno contribuito a delineare il quadro attuale e alcune possibili traiettorie per il futuro, favorendo il confronto con gli operatori presenti.