I lavori per il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio e per il raddoppio della tratta Bergamo-Ponte San Pietro accumulano circa un anno di ritardo. A eseguire entrambi gli interventi è l’impresa guidata da Angelo Antonio D’Agostino, che ha riconosciuto l’esistenza di responsabilità interne, contestando però che i problemi vengano attribuiti esclusivamente alla società.
Secondo il presidente dell’azienda, le difficoltà sono iniziate con la progettazione: il progetto ricevuto non sarebbe stato esecutivo e avrebbe richiesto modifiche, arrivando inoltre in ritardo. A questo si sono aggiunti lo spostamento di numerosi sottoservizi, il coinvolgimento di diverse società e la necessità di operare in una stazione attiva, quella di Ponte San Pietro. Anche il carattere urbano dei lavori avrebbe limitato la possibilità di concentrare contemporaneamente un numero elevato di operai.
Le cause dei rallentamenti
D’Agostino ha ammesso che l’impresa, all’inizio, avrebbe valutato il lavoro come più agevole di quanto poi si sia rivelato, confidando nella possibilità di recuperare rapidamente. Le complessità incontrate hanno invece prodotto un accumulo progressivo dei tempi. Il tratto verso Orio, sviluppato in larga parte in campagna, viene considerato più semplice rispetto alle lavorazioni in ambito cittadino e lungo una linea ferroviaria in esercizio.
L’azienda sostiene di avere aumentato le risorse negli ultimi mesi e di essere entrata da poco in una fase operativa più intensa. È stato presentato a Rfi un nuovo programma dei lavori, che prevede la conclusione degli interventi entro la fine del 2027. Tra le ipotesi allo studio c’è anche l’introduzione del doppio turno, insieme all’apertura di nuovi fronti di lavoro per recuperare almeno una parte del ritardo accumulato.
La possibile revoca e le riaperture
Rfi ha minacciato la revoca del contratto, ma D’Agostino ritiene che una decisione di questo tipo avrebbe l’effetto di allungare ulteriormente i tempi. A suo giudizio, i lavori sono ormai impostati e interromperli renderebbe più difficile raggiungere l’obiettivo finale. L’impresa chiede quindi di proseguire il percorso avviato, pur riconoscendo che restano alcune difficoltà operative.
A seguire l’attività sul posto è Daniele Lonardo, responsabile della produzione dell’azienda. Sul fronte della viabilità cittadina, ha indicato le date previste per la riapertura di due sottopassaggi: via San Bernardino dovrebbe tornare percorribile ai primi di novembre, mentre via dei Caniana è attesa all’inizio di dicembre, con la possibilità di un anticipo di alcuni giorni. Per la segnaletica, l’impresa sta lavorando insieme al Comune.
Lonardo ha spiegato che le opere ferroviarie con linea attiva e inserite in un contesto urbano presentano un livello di complessità superiore rispetto ai lavori ordinari. Ha inoltre sottolineato che alcune attività già eseguite, come le fondazioni, non sono immediatamente visibili, ma fanno parte dell’avanzamento complessivo. Il confronto con Rfi resta aperto e l’obiettivo dichiarato dall’impresa è imprimere un cambio di passo ai lavori nei prossimi mesi.