È iniziata la raccolta delle castagne italiane, ma le prime stime indicano una contrazione di circa il 25% rispetto al 2025. A incidere sulle rese sarebbero soprattutto gli effetti dei cambiamenti climatici e delle temperature elevate, mentre la qualità del prodotto viene descritta come ottima.
La valutazione è stata diffusa da Coldiretti, che considera il frutto uno dei simboli tradizionali dell’autunno e sottolinea il crescente interesse per le sue proprietà salutistiche, richiamate anche da recenti ricerche scientifiche. Il calo produttivo arriva in un comparto rilevante per l’agricoltura italiana e per l’economia delle aree montane.
Un settore legato alle aree interne
La castanicoltura, secondo l’organizzazione agricola, rappresenta una risorsa strategica per le aree interne: garantisce reddito alle imprese, contribuisce alla tutela del territorio, aiuta a prevenire il dissesto idrogeologico e contrasta l’abbandono delle montagne. L’Italia è il primo produttore europeo di castagne e marroni, con produzioni apprezzate anche sui mercati esteri.
La superficie destinata alla produzione raggiunge quasi 40mila ettari. Oltre un terzo si trova in Campania, prima regione produttrice davanti a Calabria, Piemonte, Lazio e Toscana. Il valore alla produzione è stimato in circa 200 milioni di euro, a conferma del peso economico della filiera.
Raccolta manuale e carenza di personale
Uno dei principali problemi riguarda le modalità di raccolta: oltre il 60% delle operazioni viene ancora svolto manualmente. Il dato risente della carenza di manodopera nelle zone montane, dove le imprese devono affrontare anche le difficoltà legate alla gestione dei terreni e alla conservazione del prodotto.
Per rafforzare la competitività delle produzioni italiane, gli agricoltori indicano la necessità di investire in innovazione tecnologica, nuovi sbocchi commerciali e sistemi di conservazione più efficaci. Le misure, nelle valutazioni di Coldiretti, dovrebbero sostenere una filiera chiamata a confrontarsi con rese inferiori e con gli effetti sempre più evidenti delle variazioni climatiche.