Davanti ai cancelli dell’ex Beko di Siena, ormai chiusi da tempo, i lavoratori sono tornati a riunirsi dopo l’annuncio del ministro Adolfo Urso e i contatti avviati da Francesco Macrì, presidente di Leonardo, con il sindaco Nicoletta Fabio e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. L’ipotesi di un coinvolgimento di Leonardo nella riqualificazione del sito apre una possibile nuova fase, ma sindacati e istituzioni invitano a non considerare conclusa la vertenza.
Un’apertura ancora da definire
Il clima tra i lavoratori è quello del cauto ottimismo. La sindaca Nicoletta Fabio ha riferito che Macrì le avrebbe confermato la volontà di utilizzare l’area industriale. Per il primo cittadino si tratta di un punto di partenza, non di un risultato definitivo: restano infatti da chiarire la tipologia delle attività, il piano industriale, i tempi di attuazione e le prospettive occupazionali.
Il segretario regionale della Fiom Cgil, Daniele Calosi, ha parlato della necessità di un intervento di tipo civile, capace di assicurare solidità e prospettive future. Allo stesso tempo ha mantenuto un atteggiamento prudente rispetto alle dichiarazioni del ministro, ricordando che l’annuncio è arrivato in una giornata segnata anche dalle vertenze Electrolux e Ilva. La richiesta dei sindacati è ora di trasformare l’interessamento in un percorso formale e verificabile.
Il nodo dei posti di lavoro
Il principale punto da definire riguarda l’occupazione. Attualmente sono rimasti 148 lavoratori, mentre l’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali è recuperare l’intero perimetro della vertenza, pari a 299 dipendenti. La cassa integrazione è prevista fino alla fine del 2027, ma i rappresentanti dei lavoratori chiedono indicazioni precise sui tempi di rientro e sulle attività che dovrebbero insediarsi nell’area.
Giuseppe Cesarano, della Fim Cisl, ha definito la notizia importante, ribadendo però la necessità di attendere un tavolo di confronto per entrare nel merito. Lorenzo Fusco, segretario della Uilm Toscana Sud Est, ha chiesto la formalizzazione della richiesta e un incontro dedicato esclusivamente allo stabilimento senese. Il tavolo potrebbe svolgersi il 2 ottobre, ma al momento l’appuntamento viene indicato come un’ipotesi.
La priorità di recuperare tutti i posti di lavoro è stata sottolineata anche dai vertici della Uil Toscana, Paolo Fantappiè e Federica Montaghi. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Simone Bezzini, ha chiesto tempi certi e garanzie formali, richiamando le attività formative già avviate dalla Regione e la necessità di coordinare l’eventuale progetto di Leonardo con le procedure di reindustrializzazione e con le iniziative di ricerca di altri soggetti.
Fabio ha attribuito ai lavoratori un ruolo centrale nella mobilitazione portata avanti quotidianamente e ha sollecitato una collaborazione tra Regione, sindacati e istituzioni. La vicenda resta quindi aperta: l’interessamento per l’utilizzo del sito rappresenta un elemento nuovo, ma per arrivare alla ripartenza serviranno un piano industriale, scadenze definite e risposte concrete sul futuro dei dipendenti.