Asti (AT)

Accoglienza e migranti: ad Asti il nuovo accordo sanitario

Prefettura, Questura, Asl e Croce Rossa uniscono le procedure per applicare il Patto europeo su migrazione e asilo.

Il Palazzo del Governo di Asti ha ospitato un vertice dedicato alla gestione dei flussi migratori sul territorio provinciale. Nel corso della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato sottoscritto il nuovo documento operativo collegato all’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

Le procedure per gli accertamenti

L’intesa punta a rendere più coordinate le attività previste per l’accoglienza, con particolare attenzione agli accertamenti sanitari e alla raccolta delle informazioni relative ai cittadini stranieri. Si tratta dei passaggi indicati nel quadro europeo per lo screening e per la gestione delle persone arrivate sul territorio.

Il documento mette in relazione le competenze delle diverse istituzioni coinvolte, con l’obiettivo di definire modalità operative condivise. Le procedure riguardano sia gli aspetti sanitari sia quelli legati alla sicurezza e alla corretta applicazione delle disposizioni comunitarie, nel rispetto dei principi di legalità e della tutela dei diritti fondamentali.

La firma delle istituzioni provinciali

A sottoscrivere l’accordo sono stati il prefetto di Asti Claudio Ventrice, il questore della provincia Marina Di Donato, il direttore generale dell’Asl At Giovanni Gorgoni e il presidente del comitato astigiano della Croce Rossa Italiana Davide Fontebasso.

Durante l’incontro, il prefetto ha sottolineato il ruolo del nuovo strumento nel dare attuazione alle disposizioni europee attraverso uno stretto coordinamento tra gli enti. Secondo Ventrice, l’applicazione delle regole dovrà procedere tenendo insieme sicurezza pubblica, legalità e salvaguardia dei diritti fondamentali.

La firma formalizza quindi una rete tra amministrazione prefettizia, forze di polizia, servizio sanitario e organizzazione umanitaria. Il modello punta a superare una gestione separata degli interventi e a favorire una risposta condivisa alle esigenze connesse all’accoglienza e agli adempimenti previsti dal nuovo quadro europeo.