Modena (MO)

Il Pd: archiviazione per Reggianini, ora FdI chieda scusa

Dopo la richiesta del pm, Diego Lenzini difende l’ex vertice di Amo e critica gli avversari

Il Partito Democratico di Modena esprime soddisfazione per la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero nei confronti di Stefano Reggianini, ex amministratore unico di Amo, l’Agenzia per la Mobilità di Modena. La richiesta riguarda la posizione di Reggianini nell’inchiesta sugli ammanchi dalle casse dell’agenzia. La decisione definitiva spetterà ora al giudice per le indagini preliminari.

A intervenire è il segretario cittadino dem Diego Lenzini, che rivendica la linea tenuta dal partito durante la vicenda. Secondo Lenzini, il Pd avrebbe sempre chiesto che venisse fatta piena chiarezza da parte della magistratura e delle autorità competenti, senza sottrarsi al confronto né attribuire responsabilità prima degli accertamenti.

La posizione del Partito Democratico

Il segretario cittadino afferma di avere fiducia nel fatto che Reggianini possa essere riconosciuto estraneo ai reati contestati. Lenzini sottolinea inoltre che, dopo mesi di accuse rivolte all’ex amministratore, alcune delle quali definite particolarmente pesanti, la richiesta della Procura rappresenterebbe un passaggio importante per la sua posizione.

Da qui la richiesta rivolta agli esponenti di Fratelli d’Italia di diffondere delle scuse pubbliche nei confronti di Reggianini. Lenzini sostiene che l’ex amministratore sia stato colpito anche sul piano personale e critica quelli che definisce attacchi politici di basso livello, ritenendoli estranei al modo di agire del Partito Democratico.

Il confronto sulle responsabilità

Nel suo intervento, il segretario dem accusa Fratelli d’Italia di mettere in discussione il lavoro degli inquirenti e la valutazione del pubblico ministero, invece di concentrarsi sulla persona già rinviata a giudizio per la sottrazione dell’intera somma. Lenzini contesta inoltre che a Reggianini siano state attribuite responsabilità per somme sottratte quando alla guida dell’agenzia vi era un altro amministratore.

Il Pd, aggiunge il segretario cittadino, auspica che il procedimento conduca all’accertamento completo dei fatti: chi ha sottratto denaro pubblico, sostiene Lenzini, dovrà restituirlo, mentre chi non ha commesso reati dovrà essere pienamente riabilitato. La richiesta di archiviazione, precisa, non coincide ancora con una decisione definitiva, che spetta al gip.

In conclusione, Lenzini richiama il principio del garantismo e invita ad attendere le valutazioni degli organi competenti, evitando che le indagini vengano trasformate in strumenti di condanna politica o personale. Per il segretario del Pd, la vicenda dimostra la necessità di tutelare la reputazione delle persone fino alla conclusione degli accertamenti giudiziari.