Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, sui muri di vicolo Monticelli, nel centro storico di Bologna, sono comparse sei scritte tra minacce, slogan antisemiti e messaggi di carattere anarchico. I residenti hanno segnalato gli imbrattamenti prima alla polizia locale e poi alla polizia di Stato. Nel mirino sono finiti la comunità ebraica, il sindaco Matteo Lepore e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Tra le frasi rivolte al primo cittadino e alla premier figurano gli insulti "Lepore appeso" e "Meloni boia". Più grave il messaggio indirizzato agli ebrei, con la rielaborazione di un motivo musicale trasformata in un’esortazione a sparare contro un rabbino. Accanto a queste parole è comparsa anche la scritta "Viva il 7 Ottobre", accompagnata da un simbolo riconducibile all’area anarchica.
Le indagini della polizia
Gli investigatori hanno acquisito le registrazioni di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e stanno esaminando le immagini per risalire agli autori del blitz. Secondo quanto riferito da alcuni residenti, il gruppo potrebbe aver agito dopo la mezzanotte. Gli slogan sono stati tracciati con bombolette spray di colore nero e rosso sui muri di una strada che collega via Castiglione con piazza San Giovanni in Monte e via de’ Chiari.
Oltre alle frasi antisemite e agli attacchi personali, sui muri sono stati trovati altri messaggi: "Fuoco alle galere, bombe a Casapound. Ghespe Libero 1312" e l’esortazione a occupare la caserma Sani. La polizia sta ora ricostruendo la dinamica dell’episodio e verificando se le diverse scritte siano state realizzate dalle stesse persone.
Il clima dopo il 7 Ottobre
L’episodio si inserisce nel clima di tensione seguito alle iniziative organizzate a Bologna nella giornata del 7 ottobre. In quell’occasione, negli spazi dell’Università, si era svolta un’assemblea non autorizzata promossa dai Giovani Palestinesi, durante la quale erano state avanzate analogie tra l’attacco di Hamas del 2023 e l’azione partigiana di via Rasella a Roma.
Sull’iniziativa universitaria è intervenuto il prefetto Enrico Ricci, definendola oggettivamente discutibile, ma spiegando che non sarebbe stato possibile vietarla o intervenire senza una richiesta del rettorato. Il prefetto ha riferito che le autorità hanno lavorato per prevenire situazioni di tensione. Per i prossimi giorni sono inoltre previste una manifestazione a sostegno della Palestina e, nello stesso momento, un evento della Rete dei patrioti: entrambe le iniziative, ha assicurato Ricci, sono monitorate nell’ambito delle attività per l’ordine e la sicurezza pubblica.