Continuano i sequestri di cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere della Dogaia, a Prato. La nuova serie di ritrovamenti è stata comunicata dalla Procura pratese, che ha evidenziato il permanere di una situazione definita di grave illegalità nella struttura penitenziaria.
I telefoni nascosti nei reparti
Da settembre sono stati sequestrati tredici telefoni, con o senza scheda sim. La maggior parte degli apparecchi è stata trovata nei reparti di alta sicurezza, mentre altri erano presenti nell’area di media sicurezza. I dispositivi erano nascosti sia nelle celle sia negli spazi comuni.
Gli agenti hanno individuato i telefoni in diversi punti della struttura: in un incavo ricavato nel muro del bagno, in un’intercapedine scavata nel pavimento dello stesso ambiente, nel vano delle scale e all’interno di un’asciugatrice. I sequestri sono stati effettuati nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura e condotte con la collaborazione della polizia penitenziaria.
Droga e strumenti per le compravendite
Oltre ai cellulari, sono stati sequestrati più di 10 grammi di hashish a due diversi familiari di detenuti. La droga, secondo quanto comunicato, sarebbe stata consegnata ai congiunti durante i tentativi di introduzione all’interno dell’istituto.
A parenti di persone detenute sono state inoltre sequestrate cinque utenze cellulari e una carta di credito che, secondo gli accertamenti, sarebbe stata utilizzata per le compravendite di stupefacenti. Le indagini dovranno chiarire la rete di rapporti e le modalità attraverso cui telefoni e droga riuscivano a entrare nel carcere.
Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha dichiarato che la situazione di grave illegalità continua a caratterizzare la Dogaia. Il quadro si inserisce in una serie più ampia di procedimenti che riguardano l’istituto, tra cui l’inchiesta sulla morte di un detenuto, che sarebbe stato picchiato dai compagni di cella, e quelle relative a episodi ripetuti di violenza sessuale ed estorsione.
Tescaroli è tornato quindi a sollecitare il ministero affinché adotti interventi capaci di arginare le criticità della struttura penitenziaria pratese e di rafforzare i controlli al suo interno.