Il servizio di cassa allo sportello si avvia a scomparire anche nelle filiali di Crédit Agricole a Cremona. L’istituto sta comunicando ai clienti che dal 26 ottobre non sarà più possibile effettuare le operazioni attraverso un addetto, se non nella filiale di via Dante, che dovrebbe restare l’unica sede del capoluogo con un cassiere in presenza.
Versamenti, prelievi, pagamenti di F24 e bonifici saranno gestiti attraverso bancomat e totem. La scelta si inserisce nella trasformazione avviata da tempo dai principali gruppi del settore, con il ricorso sempre più esteso all’Internet banking, alle applicazioni e ai servizi automatici. Alla riduzione dell’utilizzo degli sportelli tradizionali si aggiunge l’obiettivo degli istituti di contenere i costi e aumentare la redditività.
Supporto alla clientela meno digitale
Secondo quanto riferito da fonti sindacali, nella fase di transizione i clienti meno abituati alle tecnologie potranno contare sull’aiuto dei consulenti finanziari. Gli addetti, normalmente impegnati nelle attività interne, potranno intervenire per accompagnare gli utenti nelle operazioni effettuate tramite i dispositivi automatici.
Per i cassieri non è previsto il licenziamento. L’azienda dovrebbe proporre un percorso di formazione per il passaggio al ruolo di consulente di base, mentre in alcuni casi potrebbe aprirsi la possibilità di un trasferimento. Il cambiamento interesserà anche le filiali dei centri più piccoli, dove si teme un impatto maggiore soprattutto per la clientela anziana e per chi ha difficoltà a spostarsi. In alcune sedi sarebbe allo studio la presenza di un addetto alla cassa per alcuni giorni della settimana.
La riduzione degli sportelli nel Cremonese
Il ridimensionamento della rete si inserisce in un processo più ampio, legato agli accorpamenti e alla chiusura delle sedi considerate non sufficientemente redditizie. La storica sede dell’ex Credito Commerciale, tra piazza Roma e corso Mazzini, è indicata come uno dei simboli di una presenza fisica sempre più ridotta nel capoluogo.
Francesca Rizzi, segretaria generale della First Cisl Asse del Po, sottolinea che la razionalizzazione ha riguardato il settore bancario in modo generalizzato. L’osservatorio nazionale del sindacato colloca la provincia di Cremona al 95esimo posto, insieme a Lecco, su 110 province per la presenza di comuni con un solo sportello bancario. Nella graduatoria relativa all’assenza completa di filiali, il territorio è invece al 73esimo posto.
I numeri indicano la contrazione della rete: nel 2012 in provincia si contavano 275 filiali, mentre alla fine del 2025 erano circa 175. Una maggiore resistenza viene segnalata per le banche di credito cooperativo, che conservano una presenza più capillare nei piccoli centri, e per gli uffici postali, che svolgono anche servizi legati al risparmio.
Per la sindacalista, la chiusura delle filiali crea difficoltà alle famiglie e alle piccole e medie imprese, meno strutturate rispetto ai grandi gruppi. La progressiva sostituzione del rapporto diretto con gli strumenti digitali espone inoltre le fasce più fragili a possibili truffe telefoniche da parte di falsi operatori bancari. Rizzi segnala infine pressioni commerciali crescenti sui lavoratori e l’aumento di contratti ibridi, oltre alla difficoltà di trattenere i giovani neoassunti.