Piemonte

Industria nel Vco, l’occupazione regge ma salgono i costi

Rilevazione: export in territorio negativo, mentre innovazione e crescita dimensionale guidano le strategie

Unione Industriale Vco ha consultato le aziende associate per elaborare l’analisi congiunturale previsionale relativa al quarto trimestre 2026. Dalle risposte emerge un quadro caratterizzato dalla pressione esercitata dai rincari dell’energia e delle materie prime, ma anche dalla sostanziale tenuta degli indicatori legati al lavoro e all’occupazione.

Il saldo tra le imprese che prevedono nuove assunzioni e quelle che stimano una riduzione della forza lavoro resta positivo. Si mantiene invece stabile il numero delle aziende che intendono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni. Le prospettive appaiono più prudenti per produzione e ordinativi: in entrambi i casi, il saldo tra valutazioni positive e negative è in equilibrio.

Pressione su energia, logistica ed export

Le maggiori difficoltà riguardano i mercati esteri. La situazione geopolitica internazionale e l’aumento dei costi di trasporto frenano le attese sull’export, con un saldo del -11% tra le imprese che prevedono una crescita degli ordini esteri e quelle che ne ipotizzano una diminuzione. Sul fronte dei costi, il 79% delle aziende intervistate prevede aumenti per la logistica, mentre il 72% indica nuovi rincari per energia e materie prime.

Secondo il presidente di Unione Industriale Vco, Fausto Milanesi, i dati descrivono un sistema produttivo capace di mantenere occupazione e attività nonostante un contesto economico e geopolitico incerto. La tenuta del lavoro viene indicata come l’elemento più significativo dell’indagine, mentre la prudenza su produzione e ordinativi e le difficoltà sui mercati esteri confermano la presenza di fattori di rischio per le imprese.

Le priorità per i prossimi tre anni

Tra i principali driver destinati a orientare le scelte aziendali nel prossimo triennio figura al primo posto l’innovazione tecnologica. Seguono la capacità di interpretare i fenomeni geopolitici, considerata necessaria per riorganizzare le filiere di importazione ed esportazione, e la crescita dimensionale. L’associazione indica questi ambiti come decisivi per sostenere investimenti, competenze e competitività del territorio.

Indicazioni in parte analoghe arrivano dall’indagine congiunturale condotta da Confindustria Piemonte in parallelo a quella del Vco. Le attese risultano in miglioramento per occupazione, produzione e ordini complessivi. Restano invece negativi, seppure in recupero, i saldi relativi a export e redditività. Il terziario continua a rappresentare il principale elemento di sostegno, mentre l’industria torna positiva sulla produzione, pur mantenendo criticità sul fronte dei margini.

Il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, ha sottolineato che la tenuta di produzione e occupazione si colloca in uno scenario privo di garanzie, segnato dall’aumento dei costi di energia, carburanti e trasporti. Secondo l’associazione, la prossima manovra di bilancio dovrà assicurare stabilità alle misure sui prezzi energetici e dei carburanti, così da evitare ricadute negative sugli investimenti, sul credito e sulla competitività delle imprese.