La Camera dei deputati ha approvato con 227 voti favorevoli la nuova legge elettorale, denominata Stabilicum. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza guidata dalla premier Giorgia Meloni, sostituisce il Rosatellum e introduce un sistema proporzionale puro con premio assegnato alla coalizione che raggiungerà il 42% dei consensi.
Il nuovo meccanismo
La riforma prevede un premio di maggioranza pari a 70 deputati e 35 senatori. A differenza del sistema precedente, i collegi uninominali vengono cancellati e tutti i seggi saranno assegnati con metodo proporzionale. Restano invariate le soglie di sbarramento, fissate al 3% per i singoli partiti e al 10% per le coalizioni.
Cambiano invece le condizioni per la presentazione delle liste: le firme richieste passano da 1.500 a 6.000 per circoscrizione, con possibili effetti penalizzanti per le formazioni più piccole. Sono inoltre reintrodotte, seppure parzialmente, le preferenze. Gli elettori potranno indicare fino a tre candidati rispettando l’alternanza di genere, ma i capilista resteranno bloccati e individuati dai partiti.
La scheda dovrà riportare anche il candidato premier. Secondo la maggioranza, il nuovo sistema dovrebbe rendere più chiaro agli elettori quale coalizione sia destinata a governare e ridurre il rischio di crisi politiche. Le opposizioni contestano invece la possibilità che una coalizione sostenuta da meno della metà dei votanti possa ottenere la maggioranza assoluta dei seggi e sollevano dubbi sulla costituzionalità del premio.
Le conseguenze nelle Marche
Nelle Marche saranno eletti 10 deputati e 5 senatori. La regione diventerà un collegio proporzionale unico, superando l’attuale suddivisione tra Nord e Sud. Il risultato dipenderà quindi meno dalle sfide nei singoli collegi e maggiormente dalla percentuale ottenuta dalle coalizioni su scala nazionale.
Nel 2022 il centrodestra riuscì a eleggere più parlamentari anche grazie alla divisione del centrosinistra e al funzionamento del sistema misto. Tra gli esempi citati c’è quello di Stefano Benvenuti Gostoli, eletto in un collegio con il 38,7% dei voti. Con il nuovo meccanismo, i candidati dovranno invece costruire consenso sull’intero territorio regionale, mentre la scelta dei capilista resterà fortemente nelle mani delle organizzazioni nazionali.
Il raggiungimento della soglia del 42% sarà decisivo per l’attribuzione del premio e per la distribuzione dei seggi. La competizione nelle Marche assumerà così un profilo più nazionale: i partiti saranno chiamati a individuare candidati capaci di raccogliere consensi in tutta la regione e di contribuire al risultato complessivo della coalizione.