Il progetto del corso di laurea triennale in Ingegneria delle tecnologie digitali dell’Università di Pisa è stato al centro del confronto nel consiglio comunale di Massa. L’assemblea era chiamata a esaminare la ratifica della convenzione tra il Comune e l’ateneo per l’avvio del percorso formativo alla Padula, ma il dibattito si è concentrato soprattutto sulla correttezza della procedura adottata dall’amministrazione.
Il consigliere Matteo Martinelli ha contestato il contenuto della delibera, sostenendo che attribuirebbe al consiglio competenze che spettano ai dirigenti e ai responsabili dei servizi. In particolare, le osservazioni riguardano gli atti relativi al procedimento di spesa e all’organizzazione degli uffici. Martinelli ha richiamato anche l’espressione utilizzata dal segretario comunale Alessandro Paolini, che ha definito la procedura una illegittimità forzata.
Le contestazioni sulla procedura
Secondo il consigliere, la delibera presenterebbe profili di illegittimità e sarebbe arrivata al voto dopo un solo passaggio nella commissione Bilancio. Martinelli ha inoltre criticato il silenzio dei capigruppo di Pd e Pri e ha espresso perplessità sulla scelta dell’immobile all’interno del parco della Padula, indicando possibili problemi logistici.
Al centro delle critiche ci sono anche gli oneri a carico del Comune. La convenzione prevede infatti che l’amministrazione sostenga le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio, oltre ai costi delle utenze e della portineria. Secondo la ricostruzione di Martinelli, l’impegno potrebbe superare i 200mila euro all’anno sulla spesa corrente e avvicinarsi a un milione di euro per gli investimenti.
Costi e difesa del progetto
Gli iscritti al nuovo corso sarebbero al momento compresi fra sei e nove studenti. La sindaca Serena Arrighi ha difeso l’iniziativa, definendola strategica per lo sviluppo economico del territorio e per rispondere alle esigenze delle imprese e della città.
Con la variazione di bilancio vengono quantificati 75mila euro per il 2027/28, 25mila euro per la gestione 2026, 80mila euro per la gestione 2027/28, 90mila euro per il completamento delle opere e 110mila euro per ulteriori lavori. Tra gli impegni complessivi figurano inoltre 300mila euro per l’impianto termico, 150mila per gli arredi, 300mila per manutenzioni straordinarie, 25mila euro provenienti dal Pnrr per il wifi e 85mila euro per gli abbonamenti degli autobus.
Il segretario Paolini ha riconosciuto che le osservazioni del consigliere sono pertinenti. A suo giudizio, la convenzione avrebbe dovuto essere preceduta dal piano economico-finanziario e dai relativi atti contabili, ma al momento della procedura non erano ancora disponibili i numeri degli iscritti. Paolini ha comunque precisato che non si tratterebbe di un atto adottato in carenza di potere, poiché erano presenti previsioni di bilancio. La definizione di illegittimità forzata è stata ricondotta a una procedura non convenzionale determinata dalle circostanze.