Nazionale

Manes: «La nuova legge elettorale sacrifica l’Autonomia»

Il deputato valdostano contesta il peso nazionale assegnato alle preferenze espresse in Valle.

La riforma della legge elettorale approvata alla Camera con voto favorevole modifica il ruolo della Valle d’Aosta nel sistema di rappresentanza nazionale. Il territorio resterà un collegio uninominale, ma i voti espressi dagli elettori valdostani saranno conteggiati anche nel calcolo nazionale delle liste proporzionali.

La modifica è stata criticata dal deputato valdostano Franco Manes, secondo il quale la nuova disciplina rischia di incidere sull’equilibrio tra le esigenze di governabilità e la tutela dell’autonomia prevista dallo Statuto speciale. «La specificità valdostana non è un privilegio, ma una previsione statutaria», ha osservato il parlamentare.

Il nodo del conteggio nazionale

Per Manes, la scelta di includere i voti della Valle nei conteggi proporzionali nazionali potrebbe cambiare il comportamento di una parte dell’elettorato. In particolare, l’elettore più legato a un orientamento ideologico nazionale potrebbe essere spinto a sostenere una lista statale, nella prospettiva di attribuire maggiore peso al proprio voto nel quadro complessivo.

Secondo il deputato, questo meccanismo rischia di indebolire lo spirito autonomista che ha caratterizzato le scelte politiche valdostane. La conseguenza, nella sua lettura, sarebbe l’apertura di nuove disuguaglianze tra i cittadini della regione e di un «conflitto asimmetrico» tra i partiti nazionali e i movimenti autonomisti.

I dubbi sulla governabilità

La contestazione di Manes riguarda anche l’obiettivo dichiarato della riforma. A suo giudizio, l’Autonomia sarebbe stata sacrificata in nome della governabilità senza che la nuova legge offra la certezza di una maggioranza in grado di formare un esecutivo. Il rischio indicato è quello di una disciplina più fragile rispetto al passato.

Il parlamentare valdostano ha inoltre richiamato i ricorsi giudiziari già annunciati. Nella sua valutazione, l’esito potrebbe essere un ritorno a una stagione caratterizzata dal sistema proporzionale, senza però garantire che dalle urne emerga una maggioranza capace di sostenere un Governo.