Pratovecchio Stia (AR)

A Stia un volume per i 50 anni della Biennale fabbrile

Saggi e testimonianze ricostruiscono il legame con l’Alto Casentino e le personalità protagoniste

Sabato 10 ottobre alle ore 17, il Lanificio di Stia ospiterà la presentazione del volume dedicato ai cinquant’anni della Biennale Europea d’Arte Fabbrile. L’incontro rientra nelle iniziative per il 50° anniversario dell’istituzione e sarà dedicato alla pubblicazione intitolata Il Fuoco dell’Arte. Biennale Europea d’Arte Fabbrile 1976-2026 nel 50° Anniversario dell’Istituzione.

Il libro è stato promosso dal Comune di Pratovecchio Stia insieme all’Associazione Autonoma per l’Arte Fabbrile ed è curato da Emanuele Barletti, studioso toscano e autore di saggi storico-artistici. Il volume non si limita a ripercorrere le diverse edizioni della manifestazione, ma analizza il rapporto costruito nel tempo con l’Alto Casentino, territorio nel quale la Biennale è nata, si è sviluppata e ha continuato a rinnovarsi.

Il programma dell’incontro

La presentazione sarà aperta dai saluti del sindaco Luca Santini e di Piero Milli, presidente dell’Associazione Autonoma Biennale Arte Fabbrile. Seguiranno gli interventi dello storico Ivo Biagianti, della storica dell’arte Liletta Fornasari e di Gianni Marmorini, parroco di Papiano.

La pubblicazione raccoglie contributi e testimonianze che affrontano gli aspetti storici, culturali, religiosi, sociali e artistici legati alla Biennale. L’obiettivo è leggere la manifestazione all’interno del contesto casentinese, mettendo in relazione la sua storia con le trasformazioni del territorio e con le esperienze che ne hanno caratterizzato l’identità.

Dalle ferriere alle nuove attività

Tra i temi approfonditi compaiono le antiche ferriere casentinesi, le esperienze spirituali e naturalistiche della valle e la nascita dell’economia manifatturiera. Il volume guarda anche agli sviluppi più recenti, compresi gli attuali orizzonti delle attività eco-compatibili, delineando un percorso che collega la tradizione della lavorazione del ferro alle evoluzioni sociali, culturali e produttive dell’Alto Casentino.

Un’attenzione specifica è riservata alle personalità che hanno accompagnato i cinquant’anni della Biennale. Tra i nomi ricordati figurano Ivan Bruschi, Pier Luigi della Bordella, Pietro Annigoni, Pierre Cardin, Toni Benetton e Michelangelo Pistoletto. Il loro contributo, secondo l’impostazione del volume, ha contribuito ad accrescere il prestigio della manifestazione e a seguirne il percorso di cambiamento, in un’esperienza ancora oggi descritta come in evoluzione.