Torino (TO)

Pasotti presenta a Torino il film «Sotto a chi tocca»

La pellicola racconta sei candidati alle prese con prove, sospetti e alleanze durante una selezione aziendale osservata dall’alto.

Giorgio Pasotti presenta a Torino «Sotto a chi tocca», il suo terzo film da regista dopo «Io, Arlecchino» del 2015 e «Abbi Fede» del 2020. La pellicola arriverà nelle sale giovedì 8 settembre e sarà presentata al Cinema Reposi alle 21 alla presenza del regista e degli interpreti Pasotti, Giovanna Mezzogiorno e Linda Messerklinger.

Una selezione senza regole certe

Al centro della storia ci sono sei candidati a un posto in una prestigiosa multinazionale. Rinchiusi in una stanza, attendono un colloquio che, in realtà, è già cominciato: qualcuno li osserva e valuta ogni loro movimento, insieme alle reazioni e alle scelte compiute durante l’attesa. A rendere la situazione ancora più inquietante è la presenza, tra i candidati, di una talpa dell’azienda.

Quello che segue è un gioco psicologico fatto di prove attitudinali insolite, sospetti, alleanze e strategie. La competizione per ottenere il posto mette i protagonisti di fronte al bisogno di essere scelti e al timore di fallire, ma anche alla domanda su chi abbia il potere di giudicare e in base a quali criteri. Il film è il riadattamento dell’opera teatrale «Il metodo Grönholm» di Jordi Galceran.

La vicenda esplora le dinamiche che si innescano quando la ricerca di un’occupazione spinge le persone a confrontarsi in modo estremo. Pasotti definisce il lavoro il tema che voleva affrontare dopo aver raccontato nei primi due film il rapporto tra padre e figlio e quello con la fede. Secondo il regista, l’aumento della competitività ha alimentato sentimenti di cattiveria e ferocia, imponendo un modello nel quale è necessario mostrarsi sempre all’altezza davanti a chi conduce un colloquio.

Il ruolo della città

Nel cast, insieme a Pasotti, ci sono Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio e Linda Messerklinger. L’opera è stata realizzata con il sostegno di Film Commission Piemonte e il contributo del Bando Piemonte Tv Fund. Le riprese si sono svolte interamente a Torino, soprattutto nel Grattacielo della Regione Piemonte e in quello di Intesa Sanpaolo.

La città, ha spiegato il regista, è parte integrante dell’impianto visivo del film. Torino appare come un luogo elegante e accogliente che si mette in movimento tra palazzi e monumenti, mentre dietro questa immagine si sviluppa il racconto più drammatico. I due grattacieli, osservati dal basso, diventano il simbolo del controllo e del potere esercitati sui candidati, che sanno di essere sorvegliati senza riuscire a vedere chi li sta valutando.

Nonostante il quadro descritto, il regista lascia spazio a una possibilità di resistenza individuale. Il messaggio affidato al film è la necessità di stabilire un confine personale dentro un meccanismo percepito come perverso e meschino, arrivando a dire di no quando le condizioni imposte dalla competizione superano il limite che ciascuno ritiene accettabile.