Piemonte

Torino nega una piazza per il 210° anniversario della Polizia Penitenziaria, i sindacati: “Offesa alla dignità delle divise”

I sindacati contestano la decisione del Comune e chiedono un tavolo istituzionale per trovare una soluzione in vista delle celebrazioni del marzo 2027

Torino nega una piazza per il 210° anniversario della Polizia Penitenziaria, i sindacati: “Offesa alla dignità delle divise”

Le Organizzazioni Sindacali del Comparto Sicurezza e Difesa contestano la decisione del Comune di Torino di non concedere una piazza per le celebrazioni del 210° anniversario della Polizia Penitenziaria, in programma nel marzo 2027.

La richiesta dei sindacati

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’Amministrazione comunale avrebbe comunicato l’indisponibilità di spazi per l’intero 2027, motivandola con un calendario già saturo, e avrebbe proposto di rinviare l’evento al 2028.

Una soluzione che i sindacati giudicano inaccettabile, considerando il particolare legame tra Torino e la storia del Corpo. La Polizia Penitenziaria, infatti, nasce proprio nel capoluogo piemontese con il Regio Decreto del 18 marzo 1817. Per le organizzazioni sindacali, celebrare nel 2028 significherebbe quindi spostare il 210° anniversario al 211°, ridimensionandone il valore storico e istituzionale.

“La Polizia Penitenziaria non è un’associazione privata in cerca di vetrina, ma un Corpo di Polizia dello Stato che garantisce sicurezza, ordine negli istituti e rieducazione dei detenuti, operando ogni giorno in condizioni di grave carenza di organico. – commentano i sindacati – Torino, da sempre capace di ospitare grandi eventi di massa, non può dichiarare indisponibile proprio chi serve lo Stato fino all’estremo sacrificio, come ricordano i caduti torinesi Lorenzo Cutugno e Giuseppe Lorusso”.

I sindacati chiedono al sindaco Stefano Lo Russo di convocare un tavolo istituzionale con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), con l’obiettivo di individuare uno spazio adeguato alle celebrazioni del 2027. In assenza di risposte, potrebbero essere valutate azioni sindacali e iniziative pubbliche a tutela della dignità del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.