Un appello al sindaco di Monza per rivedere il progetto e fermare l’abbattimento del bosco spontaneo cresciuto sull’area dell’ex caserma IV Novembre. A lanciarlo sono stati i comitati ambientalisti, tornati sabato 3 ottobre a manifestare, a un anno dalla prima iniziativa, direttamente nel prato alle spalle della sede della Provincia.
La superficie interessata è di circa 35mila metri quadrati. Secondo le previsioni confermate dalla variante generale al Piano di governo del territorio adottata dal Consiglio comunale, nell’area dovrebbero essere realizzati uno studentato, una piazza, la nuova sede del comando della Guardia di finanza e un parcheggio in corrispondenza del capolinea della linea M5. Il piano nasce da un accordo tra Demanio, proprietario dell’area, Comune, Regione e Università Bicocca.
Le alternative indicate dai comitati
Alla manifestazione hanno partecipato circa un centinaio di persone, tra cui il consigliere di Civicamente Paolo Piffer e l’ex assessora Giada Turato. La mobilitazione ha raccolto nel frattempo oltre trentamila firme online. Le associazioni non contestano in assoluto la necessità di nuovi servizi, ma chiedono che vengano individuate aree dismesse diverse da quella oggi occupata dalla vegetazione.
Per lo studentato, la richiesta è di una struttura pubblica con posti a 250-300 euro al mese e con le eventuali camere non convenzionate a un costo non superiore a 500 euro. I comitati respingono invece l’ipotesi di uno studentato privato con soltanto il 30 per cento dei posti a prezzo calmierato. Contrarietà viene espressa anche per la sede della Guardia di finanza, che secondo i manifestanti potrebbe essere collocata in un’altra area già urbanizzata.
Dubbi riguardano inoltre il parcheggio di interscambio. I promotori sostengono che, nell’area dell’ex Auchan, siano disponibili 200 posti auto sotterranei, già collegati a una convenzione con l’amministrazione comunale e utilizzati anche in occasione del Gran Premio. Favorevole, invece, la posizione sull’arrivo della M5: secondo i comitati, la nuova infrastruttura occuperebbe soltanto il 5 per cento dell’area oggi coperta dal bosco.
Compensazioni e prossimi passaggi
Le norme regionali prevedono che, in caso di eliminazione di un bosco, la compensazione ambientale possa riguardare una superficie da due a tre volte quella interessata dall’abbattimento. Non è però previsto che gli alberi siano piantati nello stesso Comune. La Regione ha indicato una possibile compensazione di circa 90mila metri quadrati, ma i manifestanti hanno giudicato inaccettata l’ipotesi di realizzarla all’interno del Parco Reale.
Durante l’incontro è stato richiamato anche un regolamento europeo che, secondo Mauro Mantica del Comitato San Fruttuoso Bene Comune, impedirebbe l’abbattimento degli alberi nelle città e potrebbe incidere sulle previsioni urbanistiche. Il consigliere del Pd Villy De Luca ha invece spiegato le ragioni del proprio voto favorevole alla variante, osservando che in fase progettuale si potrà valutare una riduzione dell’impatto delle strutture sulla vegetazione.
I comitati stanno ora esaminando la possibilità di presentare osservazioni alla variante del Pgt, mentre l’eventuale strada dei ricorsi amministrativi appare più complessa. Il prossimo passaggio è atteso alla fine di gennaio, quando scadrà il bando pubblicato dal Demanio per individuare un partner incaricato di realizzare lo studentato. L’operatore dovrebbe sostenere i costi di costruzione ottenendo in cambio la gestione della struttura per un periodo concordato.