Fuori dai cancelli del Polo Tecnologico di Lucca, alcuni dipendenti dello stabilimento Lucart di Porcari hanno manifestato il loro dissenso mentre all’interno della fiera si discuteva del futuro del comparto cartario. Al centro della protesta c’è lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto integrativo di secondo livello, scaduto nel gennaio scorso.
A esprimere le ragioni dei lavoratori è stato Massimo Ferino, rappresentante della Rsu e Rls della Cgil, affiancato da colleghi della Cisl. Davanti a stakeholder, sindaci della Piana e imprenditori, Ferino ha definito insostenibile la situazione creatasi nello stabilimento, che conta più di mille dipendenti distribuiti tra la Piana e la Mediavalle.
Il nodo delle assenze
Secondo quanto riferito dal rappresentante sindacale, il dialogo con la dirigenza si sarebbe interrotto dopo il rifiuto dei lavoratori di sottoscrivere un documento contenente l’indice di presenza, un parametro destinato a incidere sulle assenze brevi e, di conseguenza, sul premio di risultato. La posizione dei sindacati è che il meccanismo determini una penalizzazione per chi si assenta per motivi di salute.
Ferino ha ricordato che i lavoratori assenti non ricevono già il buono pasto e che, con l’applicazione del nuovo criterio, vedrebbero ridotto anche il valore del premio. La contestazione riguarda inoltre il fatto che, secondo la rappresentanza sindacale, dal calcolo delle assenze non verrebbero escluse nemmeno le ospedalizzazioni, comprese quelle legate a patologie oncologiche. Si tratta di valutazioni espresse dai rappresentanti dei dipendenti nel corso della manifestazione.
Buoni pasto e condizioni di lavoro
Un ulteriore elemento di tensione è rappresentato dalla sospensione dei buoni pasto, del valore indicato in circa 160 euro al mese. Ferino ha sostenuto che i ticket siano stati bloccati dal primo ottobre, prima della proclamazione degli scioperi, in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi sostenuti dalle famiglie e, in particolare, delle spese per gli spostamenti in automobile.
La Rsu chiede il ripristino immediato dei buoni pasto, la cancellazione dei parametri considerati punitivi sulle assenze e l’adeguamento del premio di produzione. Tra le richieste figurano anche interventi sulla salubrità degli ambienti, come l’aspirazione delle polveri e un piano per contrastare le temperature elevate all’interno dei capannoni durante i mesi più caldi.
La protesta proseguirà, secondo quanto annunciato dai rappresentanti dei lavoratori, finché non verranno riaperto il confronto e individuato un accordo ritenuto dignitoso. La vertenza riguarda dunque sia il rinnovo dell’intesa aziendale sia le condizioni economiche e ambientali applicate nello stabilimento di Porcari.