La crisi energetica e la pressione della concorrenza asiatica hanno segnato l’apertura dell’edizione 2026 del Miac, la Mostra internazionale dell’industria cartaria ospitata al Polo tecnologico di Lucca. Al taglio del nastro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi e dal rallentamento dell’attività industriale.
Il distretto cartario lucchese e pistoiese riunisce 324 imprese, con circa 11mila addetti e un fatturato complessivo di 5,6 miliardi di euro, oltre 1,8 dei quali legati all’export. Un sistema che comprende sia la produzione di carta sia la meccanica collegata e che deve confrontarsi con regole ambientali e condizioni di mercato differenti tra imprese europee e concorrenti dei Paesi extra Ue.
Energia e capacità produttiva
Nel panel inaugurale, dedicato alla competitività del comparto, è stato evidenziato il peso della componente energetica. Secondo il presidente di Assocarta Lorenzo Poli, da febbraio a oggi i costi dell’energia sono più che raddoppiati, passando da 35 a circa 80 euro per megawattora, con un incremento del 127%. Le bollette hanno raggiunto 1,3 miliardi di euro, il 50,6% in più rispetto al 2025, mentre la loro incidenza sul fatturato è cresciuta del 63%.
L’utilizzo degli impianti è sceso al 75%, rispetto a una media storica del 90%. Sul mercato italiano, inoltre, le importazioni dall’Asia sono aumentate di oltre il 31%. Un andamento che incide anche sull’economia circolare, considerando che la carta da macero costituisce circa il 70% della materia prima impiegata dalle cartiere.
Il confronto con l’Europa
Tra i temi affrontati c’è anche il nuovo sistema Ets. Se non sarà modificato, il meccanismo potrebbe determinare per il settore un costo stimato in 215 milioni di euro l’anno. Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi ha riferito dell’attività in sede europea per ottenere correttivi e deroghe temporanee sulle quote, sostenendo che siano in gioco occupazione, investimenti e capacità industriale.
Il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti ha richiamato il valore della filiera e la necessità di comunicarlo ai consumatori, chiamati a considerare la qualità e la sostenibilità oltre al prezzo. La deputata della Lega Elisa Montemagni ha infine ricordato l’approvazione della proposta di legge che istituisce il 18 settembre come Giornata nazionale del Riciclo. Il comparto guarda così alla competitività puntando sul patrimonio produttivo del territorio, mentre resta aperto il confronto sui costi energetici, sulle regole europee e sulla concorrenza proveniente dall’Asia.