Stato d’agitazione al Teatro alla Scala di Milano in vista del rinnovo del contratto per il periodo 2027-2030. La mobilitazione è stata annunciata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials dopo il sesto incontro con la direzione dell’ente.
La richiesta economica
Al centro della piattaforma rivendicativa c’è la richiesta di un aumento del 15% della retribuzione lorda per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Le organizzazioni sindacali collegano la domanda alla necessità di recuperare il potere d’acquisto e di riconoscere il contributo del personale al funzionamento quotidiano del teatro.
Secondo quanto riferito dai sindacati, non si tratterebbe di un adeguamento simbolico, ma di una richiesta considerata necessaria per valorizzare il lavoro svolto all’interno della Scala. Sulla parte economica, le sigle hanno ribadito di non essere disponibili a fare passi indietro.
Blocco degli straordinari
Come prima forma di mobilitazione è stato deciso il blocco degli straordinari. I dipendenti dovranno inoltre riunirsi in assemblea il 12 ottobre, nella stessa giornata in cui è prevista una riunione del consiglio d’amministrazione del Teatro alla Scala.
Il consiglio dovrà esaminare la relazione predisposta dalla direzione sulle richieste avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori. Finora, sempre secondo i sindacati, la direzione si sarebbe limitata a illustrare il costo complessivo ipotizzato sulla base delle rivendicazioni economiche.
In assenza di risposte ritenute adeguate, i lavoratori saranno chiamati a decidere come proseguire la mobilitazione. L’assemblea rappresenterà quindi un passaggio per valutare l’esito del confronto e le eventuali ulteriori iniziative nell’ambito della trattativa per il nuovo contratto.