A Bergamo, l’Associazione Italia-Israele Bergamo Ada Ascarelli Sereni ha ricordato all’alba le vittime dell’attacco del 7 ottobre 2023. Il momento di raccoglimento si è svolto in Piazza Dante, davanti alla sede della Procura della Repubblica, nel luogo e nell’orario scelti dall’associazione come richiamo simbolico all’inizio dell’offensiva.
Alle 6.28 di quel giorno, in Israele iniziarono a risuonare i primi allarmi per la pioggia di razzi lanciata dalla Striscia di Gaza, mentre prendeva avvio l’attacco di terra. Secondo i dati ricordati durante la commemorazione, furono uccise oltre 1.200 persone e 251 vennero rapite e portate a Gaza.
La richiesta di giustizia
Davanti all’ingresso della Procura è stata realizzata una grande Stella di David composta da lumini. Intorno alla figura si è svolto il raccoglimento, accompagnato dall’intervento del presidente dell’associazione, Matteo Oriani, che ha spiegato la scelta della sede: «A tre anni dal 7 ottobre vogliamo chiedere soprattutto una cosa: giustizia».
La richiesta, ha sottolineato Oriani, riguarda le vittime, i feriti, le loro famiglie e i 251 rapiti, comprese le persone sopravvissute alla prigionia e quelle che non sono tornate vive. L’associazione chiede inoltre che siano individuati i responsabili di chi ha organizzato, ordinato e materialmente compiuto i crimini commessi durante l’attacco.
Le responsabilità e l’antisemitismo
Nel corso dell’iniziativa sono state richiamate anche le responsabilità israeliane. Oriani ha chiesto che vengano accertate le responsabilità politiche, militari e dei servizi di sicurezza di chi non seppe proteggere la popolazione e sottovalutò Hamas. L’associazione ha espresso critiche anche verso alcune azioni del Governo e delle forze armate israeliane nella guerra successiva, sostenendo la necessità di applicare gli stessi valori e criteri a tutte le parti.
Il presidente ha ricordato la presenza, in Israele, di analisi e procedimenti interni su alcune azioni militari dell’IDF, oltre a movimenti che chiedono trasparenza sull’attacco e sulla guerra a Gaza. Nel suo intervento ha collegato questo confronto interno alla natura democratica del Paese, domandandosi se in futuro anche due registi palestinesi potranno realizzare un film di denuncia sulle responsabilità di Hamas e sulle conseguenze delle politiche degli attori regionali che hanno combattuto contro Israele.
Un altro tema affrontato è stato l’aumento dell’antisemitismo registrato dopo il 7 ottobre. L’associazione ha ribadito che difendere il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Israele non significa rinunciare alla critica verso il suo governo né negare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Da qui l’appello per l’approvazione senza ulteriori modifiche del disegno di legge sull’antisemitismo.
In conclusione, l’Associazione Italia-Israele Bergamo ha confermato il sostegno alla prospettiva di due popoli e due Stati, indicandola come esito di un percorso fondato sul riconoscimento reciproco, sulla sicurezza e sulla responsabilità. La commemorazione si è chiusa con un nuovo raccoglimento per le vittime, i rapiti, i feriti e le loro famiglie.