Due fratelli tunisini sono stati individuati nell’ambito delle indagini su due violente aggressioni avvenute a Bologna. Gli episodi riguardano il ferimento di tre persone al parco della Montagnola e l’aggressione ai danni di un ventenne in via De’ Rolandis. Per uno dei due, un 29enne già detenuto, la polizia ha eseguito una nuova misura cautelare in carcere.
L’aggressione alla Montagnola
L’11 ottobre, gli equipaggi delle forze dell’ordine erano intervenuti al parco della Montagnola, dove avevano trovato tre uomini gravemente feriti da colpi di arma da taglio. Si trattava di due cittadini senegalesi, di 34 e 24 anni, e di un cittadino gambiano di 28 anni. Poco distante erano stati recuperati un machete lungo 48 centimetri e una spranga metallica di 110 centimetri.
Secondo la ricostruzione basata sulle testimonianze, l’aggressione sarebbe stata preceduta da una rissa. Quando lo scontro sembrava ormai concluso, alcune persone sarebbero tornate sul posto armate per colpire due individui che nel frattempo si erano allontanati. A essere aggrediti furono invece i tre uomini presenti nel parco, estranei alla rissa e insieme alle loro famiglie.
Le immagini della videosorveglianza hanno fornito elementi utili agli investigatori, che hanno individuato un uomo con una tuta verde e un altro con una tuta nera e un cappellino con visiera. Gli accertamenti hanno portato a due fratelli tunisini, già noti alla Questura. Il più giovane, 25 anni, era stato rintracciato e arrestato a febbraio e, per i fatti della Montagnola, è stato condannato dal Tribunale di Bologna a 12 anni di reclusione.
Il procedimento per via De’ Rolandis
Il fratello maggiore, 29 anni, si era allontanato dall’Italia ed era stato rintracciato e arrestato in Francia dai carabinieri, in esecuzione di un mandato di arresto europeo relativo a un altro tentato omicidio avvenuto a Bologna nel gennaio 2026. Per questo episodio si trovava già nel carcere bolognese quando gli è stata notificata la nuova misura cautelare.
Entrambi i fratelli sarebbero inoltre coinvolti nell’aggressione di via De’ Rolandis, dove un 20enne di origine tunisina era stato trovato a terra, in stato di incoscienza, con numerose ferite al volto e tagli compatibili con l’uso di machete e coltelli. L’allarme era scattato attorno alle 17.30, davanti al civico 7. Sul posto erano intervenuti i soccorsi, i carabinieri e gli specialisti della scientifica.
Il procedimento a carico del 29enne è ancora nella fase preliminare. L’uomo, secondo quanto riferito, ha precedenti per una rapina avvenuta sempre alla Montagnola e per un altro accoltellamento risalente al 2024. La Questura ha collegato l’attività investigativa anche al progetto Open Eyes, avviato il 28 settembre per rafforzare la presenza fissa tra la stazione Centrale e alcune vie del centro cittadino.