La curia di Viterbo ha diffuso l’editto del vicariato di Roma che avvia la causa di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio Camilla Virginia Savelli Farnese, duchessa di Latera. Il provvedimento apre la fase di raccolta e valutazione di lettere, diari e manoscritti privati attribuiti alla nobildonna, con l’obiettivo di ricostruirne la vita e verificarne le virtù in vista del procedimento religioso.
L’iniziativa riporta al centro il legame tra la duchessa e il territorio della Tuscia. Nata a Roma nel 1602 nella famiglia Savelli, Camilla Virginia sposò nel 1621 il duca Pietro Francesco Farnese. Dopo il matrimonio, la coppia visse a lungo nel palazzo ducale di Latera, antico feudo della famiglia Farnese. L’assenza di figli, secondo la ricostruzione storica riportata, la portò a dedicare la propria esistenza alle opere pie e assistenziali.
Il legame con la Tuscia
Il percorso religioso della duchessa sarebbe stato influenzato anche da due figure femminili legate alla provincia di Viterbo. Una era la cognata, suor Francesca Farnese, badessa a Farnese. L’altra era la cugina Clarice Marescotti, conosciuta come Santa Giacinta Marescotti, monaca clarissa a Viterbo. Le cronache locali riferiscono che proprio un’esperienza mistica vissuta in preghiera davanti al crocifisso della cappella del palazzo di Latera spinse Camilla Virginia a progettare la fondazione di una nuova congregazione.
Il primo progetto avrebbe dovuto prendere forma a Latera. In un secondo momento, su consiglio della cugina Giacinta Marescotti, la duchessa decise di trasferire l’iniziativa a Roma. Il riferimento alla congregazione e alle attività assistenziali costituisce uno degli elementi del percorso spirituale che il tribunale diocesano sarà chiamato a esaminare attraverso la documentazione storica e privata.
La raccolta degli scritti
L’editto è stato firmato dal vicario generale della diocesi di Roma Baldassare Reina e dal notaio Marcello Terramani. Il testo invita chiunque sia in possesso di scritti, lettere o diari della serva di Dio a consegnarli al tribunale diocesano, così da consentirne l’acquisizione e l’esame nel corso della causa.
Il documento dovrà restare affisso per due mesi non soltanto alle porte del vicariato romano, ma anche presso la curia di Viterbo e sulle bacheche della diocesi locale. La pubblicazione nei diversi luoghi indicati dall’editto sottolinea il rapporto storico tra Camilla Virginia Savelli Farnese, la famiglia Farnese e il territorio di Latera.