Torino (TO)

Disagio psichico, 5 mila giovani hanno chiesto aiuto in un anno

Venerdì in piazza Castello un incontro collegato alla ricorrenza internazionale

Cinquemila giovani hanno chiesto aiuto nell’arco di un anno per situazioni legate a bullismo, dipendenze e isolamento. È il dato riportato nel contesto della Giornata mondiale dedicata alla salute mentale, che richiama l’attenzione sull’aumento delle condizioni di disagio tra le nuove generazioni.

Il quadro comprende forme diverse di sofferenza psicologica e sociale. Tra i fattori indicati figurano il bullismo, le dipendenze e l’isolamento, esperienze che possono incidere sul benessere dei ragazzi e spingerli a rivolgersi ai servizi di ascolto e supporto.

Un disagio in crescita

Secondo le informazioni disponibili, sono 850 mila le persone che convivono con una condizione di disagio o sofferenza psichica. Il dato viene richiamato in occasione della ricorrenza internazionale, in un momento in cui il tema dell’accesso all’aiuto e della possibilità di intercettare precocemente le difficoltà assume un rilievo particolare.

La richiesta di sostegno da parte di migliaia di giovani segnala la presenza di bisogni che riguardano non soltanto la dimensione individuale, ma anche il contesto familiare, scolastico e sociale. Il testo non specifica quali strutture abbiano raccolto le richieste né fornisce una suddivisione territoriale o per tipologia di intervento.

L’appuntamento in piazza Castello

Un appuntamento è previsto venerdì in piazza Castello, mentre la Giornata mondiale sarà celebrata sabato. L’iniziativa si inserisce nel programma di sensibilizzazione sul disagio psichico e mira a riportare il tema nello spazio pubblico, favorendo attenzione e confronto.

Le informazioni disponibili non indicano ulteriori dettagli sull’organizzazione dell’evento, sui partecipanti o sulle attività previste. Resta centrale il dato delle 5 mila richieste di aiuto avanzate in un anno da giovani alle prese con situazioni di vulnerabilità, insieme alla necessità di mantenere alta l’attenzione sui segnali di sofferenza.