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Juventus, sette esami per ripartire: Spalletti deve accelerare

L’obiettivo è recuperare terreno sulla vetta e soprattutto ritrovare un attacco ancora troppo poco incisivo.

Juventus, sette esami per ripartire: Spalletti deve accelerare

La sosta è finita, adesso per la Juventus comincia una fase che non concede margini di distrazione. Il passo falso di Reggio Emilia contro il Sassuolo ha consumato già una parte importante dei bonus che la squadra di Luciano Spalletti avrebbe voluto conservare nelle prime settimane della stagione. Il calendario propone subito una risposta da dare sul campo: sette partite tra campionato ed Europa League nell’arco di ventuno giorni, un autentico tour de force che metterà alla prova uomini, idee e ambizioni della squadra bianconera.

Il primo appuntamento sarà domenica sera sul campo del Cagliari, poi arriveranno la trasferta di Vigo, la sfida interna con la Lazio, un’altra partita europea a Torino contro il Rennes, quindi Lecce e Genoa lontano da casa e infine il Napoli all’Allianz Stadium. Sarà proprio la sfida contro gli azzurri di Allegri, il primo novembre, a chiudere questo ciclo e a coincidere con il primo compleanno di Spalletti da allenatore della Juventus.

La classifica, per il momento, lascia ancora tutto aperto. La vetta è distante tre punti e alle spalle dei bianconeri ci sono proprio quei due punti di margine sul Cagliari che rendono ancora più interessante la partita di domenica. Ma il vero ritardo della Juventus non si misura tanto nelle lunghezze accumulate quanto nelle difficoltà mostrate in alcune zone del campo.

Il problema più evidente riguarda l’attacco. Kolo Muani e Woltemade sono chiamati a diventare più presenti e soprattutto più pericolosi negli ultimi metri, perché la Juventus continua a costruire senza trasformare sempre la propria produzione offensiva in gol. Gli esterni hanno dato il loro contributo, ma per puntare in alto serve qualcosa in più dai centravanti e dai giocatori che gravitano attorno a loro.

C’è poi un’altra questione sulla quale Spalletti dovrà lavorare: la gestione dei momenti della partita. La Juventus può dominare per lunghi tratti, costruire il proprio vantaggio e poi concedere agli avversari la possibilità di riaprire una gara che sembrava sotto controllo. È accaduto anche contro l’Atalanta, quando il margine accumulato rischiava di essere vanificato da episodi evitabili. La squadra deve imparare a chiudere prima le partite e a leggere meglio i momenti di maggiore pericolo.

Il compito non sarà semplice anche perché l’infermeria continua a togliere a Spalletti elementi importanti. Yildiz, Thuram e Locatelli, tra gli altri, rappresentano assenze tutt’altro che secondarie. Ma proprio il calendario fitto costringerà il tecnico a utilizzare tutte le risorse a disposizione e a trovare soluzioni alternative, distribuendo minutaggio ed energie.

In questo senso, le prossime tre settimane possono diventare un passaggio decisivo per la costruzione della nuova Juventus. Spalletti ha trovato un rapporto positivo con la proprietà e con l’ambiente della Continassa, mentre anche i tifosi continuano a guardare con interesse alle sue scelte e alle possibili intuizioni del tecnico. L’identità della squadra comincia a essere riconoscibile, ma l’identità da sola non basta: servono risultati e continuità.

Anche perché davanti, almeno in questo momento, Inter e Roma stanno viaggiando con maggiore regolarità. Il distacco è ancora assolutamente recuperabile, ma la Juventus non può permettere che aumenti ulteriormente. L’obiettivo resta quello di rimanere agganciata alla parte alta della classifica e, soprattutto, di conquistare quella qualificazione alla Champions League che rappresenta il traguardo minimo del progetto.

Il viaggio a Cagliari assume così un significato particolare. La squadra di Pisacane arriva alla sfida con entusiasmo, trascinata dai gol di Daniel Maldini e dalle qualità di Romano, e rappresenta un avversario tutt’altro che semplice. Per Spalletti sarà necessario dimenticare rapidamente quanto accaduto nella precedente stagione, quando proprio in Sardegna arrivò una sconfitta pesante per le ambizioni bianconere.

Adesso non c’è più tempo per conservare bonus. La Juventus deve iniziare a correre, perché ogni partita delle prossime settimane avrà un peso specifico importante. Spalletti dovrà soprattutto costruire una squadra capace di trovare con maggiore continuità la via del gol, sfruttando meglio i suoi nove e i giocatori chiamati ad agire alle loro spalle.

Sul fondo resta anche la suggestione di Antonio Conte, tornata d’attualità nei momenti più delicati. Ma la posizione della società è stata ribadita dall’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali: «Conte? Abbiamo un progetto con Spalletti da portare avanti…».

Il presente, dunque, è ancora tutto bianconero. E passa da sette partite in ventuno giorni: un ciclo che dirà molto sulla capacità della Juventus di trasformare le idee di Spalletti in una vera rincorsa.