Varenna (LC)

Varenna, donata al Comune una villa storica sul lago

Loredana Spiga Venier affida l’abitazione alla collettività per novant’anni, nel ricordo del marito Gianmarco

Varenna riceve una donazione immobiliare di particolare rilievo. Loredana Spiga Venier, vedova di Gianmarco Venier, ha deciso di affidare al Comune una porzione abitativa situata nel centro storico del borgo, in Contrada del Prato ai civici 16 e 18. Il valore periziato della proprietà è di 1,6 milioni di euro.

La donazione è stata ufficializzata dal sindaco Mauro Manzoni, dopo che la notizia era circolata nei giorni precedenti. L’immobile comprende una dimora sviluppata su due livelli, con cucina, servizi, zona pranzo, soggiorno, veranda, tre camere da letto e un’ampia terrazza affacciata sul golfo. Fanno parte della proprietà anche un giardino, un ripostiglio esterno con torretta e gli arredi e beni mobili presenti nella casa.

Un vincolo per la comunità

La signora Spiga Venier ha accompagnato la cessione con un preciso vincolo di destinazione. L’abitazione dovrà essere resa fruibile dalla comunità varennese attraverso attività promosse e realizzate dall’Amministrazione in ambito sociale, culturale e turistico. Il vincolo sarà trascritto per novant’anni, secondo quanto previsto dall’articolo 2645-ter del Codice civile.

Secondo il Comune, si tratta della prima volta nella storia amministrativa di Varenna che un privato cittadino trasferisce all’ente una proprietà di tale rilevanza. La dimora, grazie alla terrazza panoramica e alla posizione nel borgo, si affaccia sul lago e offre una vista sull’abitato e sul bacino del Lario.

Il ricordo di Gianmarco Venier

La scelta, ha spiegato Loredana Spiga Venier, nasce dal desiderio di onorare la memoria del marito. Gianmarco Venier, ha raccontato, era legato a Varenna fin dall’infanzia e ha continuato a frequentare il paese per tutta la vita. La proprietà era stata acquistata dal padre Ottaviano negli anni Quaranta e nel tempo aveva accolto parenti, amici e conoscenti della famiglia.

La donatrice ha motivato il trasferimento anche con la volontà di mettere a disposizione della collettività un luogo considerato speciale, in un periodo segnato, a suo giudizio, da un crescente ripiegamento nella dimensione privata. In assenza di eredi diretti, ha quindi scelto di affidare la casa al Comune, chiedendo che ne siano tutelate la memoria e la funzione pubblica.

Il sindaco Manzoni ha espresso la gratitudine dell’Amministrazione e della comunità, sottolineando sia il valore economico della proprietà sia la scelta di legarne l’utilizzo a finalità pubbliche. Per il primo cittadino, il vincolo permetterà di preservare nel tempo il patrimonio e di impedire che venga destinato a scopi diversi da quelli indicati dalla donatrice.