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A Parma Cavallini escluso dalla messa durante l’isolamento

Il legale segnala l’assenza di risposte sulle ragioni della restrizione e sul trasferimento in Emilia

Gilberto Cavallini, ex esponente dei Nar condannato in via definitiva per la strage di Bologna, si trova in regime di isolamento nel carcere di Parma. Secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Gabriele Bordoni, al detenuto sarebbe stata negata la possibilità di partecipare alla messa celebrata all’interno dell’istituto penitenziario.

Il legale ha chiesto alla direzione del carcere e al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia di conoscere le ragioni della restrizione e dell’esclusione dalla celebrazione religiosa. «Abbiamo richiesto al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia e alla direzione del carcere di Parma di conoscere i motivi di questa restrizione, ma non ci è stato risposto», ha spiegato Bordoni.

La richiesta di partecipare alla celebrazione

La questione è stata sollevata anche dal comitato costituito in solidarietà a Cavallini. L’organismo sostiene che il detenuto sia una persona profondamente credente e che la celebrazione eucaristica rappresenti per lui un sostegno spirituale importante, soprattutto durante il periodo trascorso in isolamento.

Il comitato pone quindi un interrogativo sulle conseguenze dell’isolamento diurno: la misura comporta necessariamente anche l’esclusione dalla vita religiosa dell’istituto? La domanda riguarda le modalità con cui viene applicata la restrizione e l’eventuale possibilità per il detenuto di prendere parte alle funzioni religiose organizzate nel carcere.

Il contenzioso sui benefici penitenziari

Il caso si inserisce nella più ampia vicenda giudiziaria che riguarda Cavallini. Di recente l’ex esponente dei Nar si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo che la Cassazione, nel luglio scorso, aveva respinto il ricorso contro la decisione del Tribunale di sorveglianza di Perugia sulla revoca della semilibertà.

La revoca dei benefici penitenziari era collegata all’applicazione della sanzione dell’isolamento diurno, disposta dopo una nuova condanna all’ergastolo. La misura costituisce dunque uno degli elementi centrali del contenzioso sollevato dalla difesa anche rispetto alla partecipazione alle attività dell’istituto.

Bordoni ha inoltre chiesto di conoscere le ragioni del trasferimento di Cavallini dal carcere di Rebibbia a quello di Parma. Anche su questo passaggio, secondo quanto riferito dal difensore, sono stati sollecitati chiarimenti alla direzione penitenziaria. Il testo della segnalazione riportata non precisa l’esito di tale richiesta.