Forli' (FC)

Meno sportelli e più digitale, l’allarme dei sindacati nel Forlivese

In dieci anni perse 113 filiali: anziani e persone fragili rischiano maggiore isolamento.

Fisac Cgil e Spi Cgil di Forlì-Cesena lanciano l’allarme sulla progressiva riduzione della presenza bancaria sul territorio. In dieci anni la provincia ha perso 113 sportelli, passando da 306 a 193 filiali, con una contrazione del 36,9%. Secondo i sindacati, il fenomeno non riguarda soltanto il numero delle sedi, ma anche la qualità dei servizi ancora disponibili per cittadini e clienti.

La riduzione degli sportelli

Alla chiusura delle filiali si aggiunge, soprattutto nel biennio 2025-2026, la progressiva eliminazione dei servizi di cassa fisica e di prima accoglienza nei grandi gruppi bancari. Le attività vengono sostituite da Atm e totem evoluti, strumenti che richiedono maggiore autonomia nell’uso delle tecnologie digitali e che, secondo la Cgil, possono creare difficoltà a una parte della popolazione.

Il problema riguarda in particolare le fasce meno abituate a utilizzare applicazioni, codici e assistenti virtuali. In provincia gli over 65 superano un quarto dei residenti, mentre gli over 75 rappresentano quasi il 15%. Per i sindacati, la scomparsa dello sportello fisico rischia quindi di trasformarsi in una forma di esclusione sociale, privando molti utenti non solo della possibilità di effettuare versamenti e pagamenti, ma anche di ricevere assistenza diretta.

Le preoccupazioni dei sindacati

Paolo Montalti, segretario generale dello Spi Cgil Forlì-Cesena, sottolinea che la transizione digitale, se troppo rapida, può isolare soprattutto gli anziani e le persone che non hanno dimestichezza con i nuovi strumenti. L’impiegato della filiale, osserva, rappresentava un punto di riferimento per le operazioni quotidiane, ma anche per ottenere un consiglio o una rassicurazione nella gestione dei propri risparmi.

Andrea Valentini, segretario generale della Fisac Cgil Forlì-Cesena, riconosce il ruolo della tecnologia nell’evoluzione dell’attività bancaria, ma evidenzia il rischio che l’automazione lasci indietro parti della comunità. A suo giudizio, non è coerente chiedere agli anziani fiducia quando devono investire i risparmi di una vita e poi lasciarli senza supporto per pagare una bolletta o ritirare contanti. La fiducia, sostiene, richiede anche presenza sul territorio.

Tra le conseguenze indicate dai sindacati figurano una maggiore esposizione degli anziani a errori e truffe, oltre al rischio che la riduzione dei servizi favorisca l’economia sommersa e l’usura. L’allarme viene lanciato mentre il sistema bancario italiano registra nel 2025 utili ai massimi storici. Fisac e Spi Cgil precisano di non essere contrari all’innovazione tecnologica, ma chiedono che la digitalizzazione resti uno strumento a sostegno di clienti e lavoratori, senza sostituire completamente il rapporto umano.